Archivio mensile:agosto 2009

E così accadde che andammo al cinema, trovammo le sale chiuse – e ci fu detto che fare domande era vietato –

 

 

Questo spot non s’ha da fare. Così tuonò Mamma Rai, cercando malamente di assumere il tono tipico del genitore che riprende il bimbetto sorpreso con le mani nel barattolo della marmellata. Il divieto di rendere visibile in tv lo spot pubblicitario del film Videocracy, in visione al cinema dal 4 settembre, si incastra alla perfezione nel disegno totalitario di potere nelle mani di Re Silvio, imprenditore anche, ma non solo, nel mercato della telecomunicazione (pubblica e privata, rectius di Stato) oltre che Presidente del Consiglio dei Ministri del Governo della Repubblica d’Italia.  

 

E così si continua a vivere in un regime di vera e propria censura. Nel frattempo Bossi bisticcia con il Vaticano che improvvisamente viene etichettato di sinistra (il che è davvero il colmo della storia del cristianesimo nel mondo da quando nacque a chissà quando sarà), il figlio di Bossi rimbalza il clandestino su Facebook senza provare un minimo di vergogna per il suo curriculum vitae et studiorum, e Fini tenta, diviso tra il ruolo di Presidente della Camera e di rappresentante di un partito nelle file della coalizione di maggioranza, di riappacificare gli animi mettendo però altra carne a cuocere. Re Silvio, scomparso per qualche giorno, torna alla ribalta e va a farsi una penitenza alla sua maniera in quel della Perdonanza, mentre ancora attende di essere ricevuto dal Papissimo Ratzinger, che a quanto pare non ne vuol sapere. Nel frattempo siamo lieti di fregiarci del titolo di italiani. Non detto come lo diciamo noi, italiani. No. Detto come lo pronunciò un cameriere in Messico, che accanto alla parola italiani proferì magicamente Bereluscone, e mi rise in faccia come un piccolo, simpatico, dispettoso monello.

 

Ed infine salta la cena tra Bertone e Re Silvio perché Feltri ha stampato in prima pagina un articolo indicibile sul direttore di Avvenire, il Premier fa causa a Repubblica perchè le domande che gli vengono poste da non si sa più quanto tempo, a cui non c’è risposta alcuna, sono retoriche mentre Zagrebelsky, Rodotà e Cordero lanciano un appello sulla libertà di informazione. Insomma, la retorica è un reato di talché comporterebbe il risarcimento di inqualificati ed inqualificabili danni. Cicerone, sappi che per quanto grande avvocato fosti, retore ed oratore, non ci hai insegnato un’arte buona e fruttuosa, arte in cui io stessa ho investito anni, tempo, denari e bla bla onorando i tuoi antichi scritti. Ci hai insegnato una condanna ! Ti facevi i cazzi tuoi era meglio. Come sempre, del resto

 

o.t. Non credevo di scrivere così tanto sulla politica. Non mi è mai piaciuto, e forse continua a non piacermi. Questo blog è da sempre stato creato e scritto per altro. Ma è proprio vero che la rete è l’unico mezzo di libertà per i cittadini di questa nazione. E certi bisogni sono forse più di natura sociale e culturale che squisitamente politica. Ormai lo stato delle cose è in totale decadenza ed il tutto è talmente tanto indegno che non si può tacere. God bless Italy. Please, aggiungerei. Se necessario, God, piango pure.

 

 

 

Meno male che Silvio c'è ( avremo da raccontare )

 

 

Devo essere sincera. L’ho acquistato perché ho immaginato di farlo leggere ai miei figli, qualcosa che sia documentario come Gomorra, per mostrar loro l’assurdità dell’Italia di oggi e degli italiani di oggi. Come i libri di storia su Mussolini, che ti fai un’idea del personaggio. Ma anche della gente di quel tempo. Una schiera di gente del popolo cui si accompagnano politicanti locali votati al dio fiction & imprenditoria di non qualificato genere. Qualcosa come le tipiche casalinghe di Voghera, per esempio. Di quelle che se una donna viene stuprata è colpa della gonna corta. E non si scandalizzano se le donne stesse vengono ingaggiate gioiosamente a fronte di lauti guadagni. Va beh ma se una è puttana è puttana, direbbero. E’ quando un uomo così importante a livello istituzionale viene praticamente ricattato da una puttana che la cosa si fa seria. Per non dire che ha disertato appuntamenti istituzionali per trastullarsi con la suddetta. E va beh, non c’avrà la prostata ma avrà provveduto in qualche altro modo, chissà. Certo, una festa è un fatto privato. Pagare delle donne per allietarla un po’ meno, se si considerano i personaggi in questione. Perché nessun quotidiano parla più delle intercettazioni D’Addario-Berlusconi ? Ops, scusate. Avevo dimenticato la legge in proposito … Quelli che difendono la famiglia legittima fatta da un uomo e di una donna ( con annesso/a amante, ma non lo diranno mai ) e votano per un essere che non ha esitato ad ospitare nella propria residenza, tra gli altri personaggi del mondo politico internazionale, procaci ragazze fotografate in evidente atteggiamento saffico. Per carità, ciascuno del suo corpo fa quel che vuole. Ma la coerenza vorrebbe che si aprissero gli occhi e si considerasse chi è davvero la persona che sfila nel Family Day a difesa dei valori dall’antico sapor di Dio Patria Famiglia. Che a pensarci bene quello statista del Duce non fu poi tanto diverso come sciupafemmine. Sarà il fascino del dittatore. Solo che qui la faccenda è grave. Siamo dinanzi all’utilizzatore finale ( così parlò Ghedini ) di una puttana facente parte di un più ampio giro di contatti. Ah beh, se è l’utilizzatore finale ne pagasse le conseguenze. Come l’IVA. Solo che sul più bello l’imperatore, tristemente sconsolato per essere stato scoperto, afferma di non conoscere la tizia in questione e che le feste non sono state altro che simpatiche cene. Solo dei cretini abboccherebbero negando, come lui, la realtà. Quelli che lui ha difeso la vita cercando di salvare Eluana Englaro, per esempio. Giudici assassini. Padre assassino. Perché nessuno si è mai scandalizzato della scelta del Premier, con la moglie, di abortire al settimo mese di gravidanza un bambino che non sarebbe nato sano ? Sette mesi. Sette mesi non è più la vexata quaestio del si / no vita al concepimento. Va là, direbbe il suo avvocato – parlamentare. Che vuoi che sia. Assassino … è una parola grossa. Nel suo caso era una tragedia familiare. Nel caso Englaro era un modo per ingraziarsi vescovi e cardinali. Ma stavolta, sospiro di sollievo, Napolitano c’ha visto giusto. Quelli che via gli stranieri che ci tolgono il lavoro, ci tolgono i mariti/le mogli, ci tolgono l’aria, ci tolgono la casa, ci tolgono la delinquenza, ci tolgono le celle in carcere, per esempio. Dalle dichiarazioni spassionate di molti partecipanti che oggi possono prendersi il lusso di ricattare l’esimio, pare che durante i festini presidenziali tutti barzellette, cantate napoletane melodrammatiche-amorose con il fido menestrello, gioielli e buste con contanti, vi fossero moltissime donne dell’Est. Va beh, ma questi sono particolari di poco rilievo. Le straniere vanno bene se ci rendono il servigio per l’ospitalità concessa. E poi come lo rendono loro il servigio … eh. Quelli che io i giornali non li leggo vedo il tg, per esempio. Ditemi, davvero, se guardate un telegiornale e riuscite a sapere dei fatti del nostro Presidente del Consiglio o almeno, dico io, di quello che succede in Parlamento. Che ne so, il Parlamento sforna leggi di continuo e non si sa nulla dell’attività quotidiana. Del Governo, ancora meno. Nemmeno se acquistate i quotidiani lo saprete, salvo eccezioni coraggiose per amore della notizia, e non già del gossip. Per il gossip c’è Alfonso Signorini, ma lui girerà il complimento alla D’Addario, la D’Addario alla Montereale, la Montereale a Repubblica, Repubblica agli italiani e Tarantini ai magistrati. Nel frattempo che la palla gira, si parlerà dell’ondata di caldo, del superenalotto, di Bossi e del Va Pensiero verdiano. Dimenticavo. Si parlerà anche delle donne in Veneto che protestano perché delle ragazze mussulmane vanno in piscina con il burkini. Cazzo se ne fregano loro io non ho davvero capito. Le mussulmane mica protestano che noi andiamo in piscina praticamente nude e non ce ne vergognamo ? Il delirio moderno italiano è anche questo. Un Sindaco in Piemonte che emana un’ordinanza, in cui è prevista tanto di sanzione pecuniaria, con divieto di indossare una copertura per il corpo in piscina. L’azione di annettere le menti degli italiani al potere mediatico è perfettamente riuscita. Tanto è vero che ciò che in tv non viene detto quando poi verrà reso noto non sarà creduto. Guarda che è vero, l’ho sentito alla tv. Guarda che è proprio così, l’hanno detto al tg. Chiedetelo agli aquilani che vivono in tenda, la cui dimostrazione di protesta a Roma è passata in totale sordina. Chissà se ancora un minimo di buonsenso ci accompagna. Il traguardo era che gli italiani abdicassero lentamente ed in maniera del tutto indolore all’esercizio della critica e della ragione. Ed è stato conseguito, ahimé. Tanto indolore questo processo, almeno io che a volte so anche farmi venire dei dubbi ( grazie a Dio ), oggi non lo sento mica. Ma tant’è. Peccato per un popolo che si è sempre vantato di avere un intelletto superiore al resto del mondo ( ce ne ricordiamo solo quando due medici italiani fanno, negli Usa, delle importanti scoperte scientifiche, salvo non considerare come importanti e vergognose le figure di merda che il novello ducetto di Arcore ci fa fare con il suo dubbio sense of humour ). Quelli che lui è un imprenditore e sa cosa significa il sacrificio e ha dato lavoro a molti. Questo è vero, al di là delle utili corsie preferenziali percorse in tanti anni grazie all’appoggio di molti politici. Parliamo di cose note. Perché non scandalizza il fatto che fosse stato parte della P2 ? Perché gli italiani, così avvezzi a generose sentenze moralistiche, così giudici di tutto e di tutti, così allenatori ad ogni campionato di calcio, così presidenti della repubblica su ciascuno dei politici italiani, non si scandalizzano di certe lontane (oggi probabilmente attualissime) affiliazioni ? Perché chi se ne frega. Ecco perché. Quelli che in Italia la giustizia non esiste, per esempio. Ciò è vero. Non esiste perché se in un processo viene provato, e dunque è vero, che qualcuno paga qualcun altro per rendere false dichiarazioni e questo qualcuno non può essere processato perché s’è fatto, profeticamente, una leggina ad hoc che lo tuteli allora la giustizia non esiste. Rettifico. Non è che la giustizia non esiste. Io ci lavoro con la giustizia. E’ che la giustizia non serve a niente quando è imbavagliata da altri poteri della Repubblica ledendo l’equilibrio costituzionale. Quelli che in tv non ci sono solo veline e che per fare la meteorina è necessaria una prima laurea in architettura ed una seconda in scienze diplomatiche o giù di lì, per esempio. Non di rado tra questi vi sono genitori che spingono fortemente, vantandosene pure, le figlie verso le stellette dello schermo. Io vorrei sapere com’è possibile che Siria del Grande Fratello 9 (la ragazza nata uomo, per inciso e se vi sfuggisse) già prima del GF prendesse parte alle feste private del Premier. La ciliegina sulla torta è sempre sua, ogni volta che grida le parole magiche complotto-eversione-gossip-privacy. Lui sta nella casa delle sue libertà, che, a quanto pare, sono intangibili. La televisione ha smesso di parlare di lui e dei suoi intrallazzi. Manca poco. Pare che ad ottobre la Consulta tratterà la questione di legittimità sollevata in ordine al Lodo Alfano. Non sono molto fiduciosa. Forse i miei figli leggeranno come me Papi uno scandalo politico e rideranno e si chiederanno se è tutto vero, se sul serio è accaduto tutto questo e a me e al loro papà toccherà dire sì, è stato tutto vero. Io probabilmente sarò triste. Ma dai, anche il cucù setté alla Merkel, il rimprovero e lo sdegno della Regina Elisabetta ? Si cari miei. Tutto vero. Ma come mamma, la Ministra Carfagna (?) fa una legge sulla prostituzione (arrestiamo tutti) e lui se le portava in casa ? Si tesori. Proprio così. Mamma, ma Gasparri era davvero così scemo ? Eh .. anche peggio miei adorati. Oggi, che ci vuole ancora un po’ di tempo per vedere la immaginata scena familiare, non resta che attendere. Il fatto è serio. Per non dire grave. Si salvi chi può. Sono stata prolissa. Potevate anche evitare di leggere.

 

 
 
 
* Per par condicio devo dire di aver letto in questo periodo anche Uomini che odiano le donne di Larsson, acquistato da molto ma sul quale tentennavo. Ed infatti a lettura conclusa … vuoi mettere il poliziesco della Svezia con il carrozzone dell’Italia in un regime di censura quale quello odierno. Non v’è paragone alcuno.

 

 

 

 

 

Non si può smettere di chiedere. E di cercare. Si può solo cambiare la vetta su cui salire, e dalla quale osservare le cose prima di tornare giù, a camminare a valle. Perché in ogni luogo ci sono richiami ed i richiami, dapprima confusi e fuorvianti, poi riordinano i pensieri come si fa con i vestiti nell’armadio dopo un viaggio. Richiudere l’ultimo libro letto, e trarne una conseguenza. Riporlo nello scaffale, sapendo che qualcosa tornerà a fartelo riaprire in un tempo diverso, quando una necessità rinnovata ti pulserà dentro e, sulle prime, non saprai spiegartene la ragione. Restare qualche istante ad occhi chiusi e respirare, respirare più profondamente per non farsi scivolare via l’odore delle cose. Racchiudersi per un istante, comprimersi lungamente per non dissolversi. Trattenersi le parole, ed infine svuotarsi il petto in un lungo tratteggio di fiato come un soffio sull’acqua che s’increspa per qualche momento. Ed accade sempre, ogni volta. Poco prima di riuscire ad arrivare a te, e bagnarti.

 

[ Foto di Morena Diaz ]

 

 

Sho(r)t

 

 

Il mare azzurro di Cefalù, gli arancini e i cannoli a Giardini Naxos, gli occhi scuri e le mani sporche e le urla dei venditori al mercato di Catania dietro al Duomo, gli sbuffi di sangue del pesce spada al taglio della testa, un paio di sandali neri, le melanzane, Pippo e le sue risate e i suoi occhi di mare e la sua barca, un bicchiere di vino alla mandorla, scendere nelle gole dell’Alcantara con il pensiero di restarci secca, il mondo visto dalle altezze dell’Etna e il freddo che c’è lassù e scegliere la pietra da portarsi a casa, il brivido lungo le rocce fino all’acqua, le prugne, la sensazione di non farcela perché la corrente è più forte di te, la signora che dorme a bocca spalancata sul lettino, il caldo, un b&b rimediato l’ultima sera come fuori programma per restare un giorno in più, le canzoni dei bambini, la caccia con il retino alle meduse rosse, un ristorante sul mare, il traffico in autostrada, una distorsione alla caviglia destra, una sola zanzara malefica, gli inglesi a colazione, il piccolo Salvatore e la sfida di imparare a nuotare prima di ripartire. Ogni volta che vado in qualche posto dico di mettere delle foto quì. Poi finisce che me ne dimentico, che passa del tempo e non ci penso più. Questa volta, magari, chissà. Appena posso. Torniamo di notte, le chiavi girano nella serratura ed io sento dentro la felicità di essere di nuovo a casa mia. Persino sono felice in qualche modo di entrare e sedere alla mia scrivania, trovare un mucchio di carte giacenti per la mia assenza, comunicazioni varie, appunti. O forse sono felice perché so che non si tratta di nulla che sia impellente, e che quindi tutto adesso può attendere ancora un poco. Ho una canzone che canticchio da molto. I miei giorni di stacco da tutto e tutti non sono finiti, anche se il mio telefono ha ripreso a squillare per lavoro quando ero ancora in vacanza. I miei giorni di stacco non sono ancora finiti. Appena posso scappo ancora al mare. Mi siedo sulla riva, e costruisco degli enormi castelli di sabbia. Poi li sfaldo alla base. Infilo le mani dentro, le muovo un po’. E li faccio crollare.