Archivio mensile:aprile 2010

Io sto con gli ippopotami

 

 

E' giunta notizia che la Lega Nord ha avanzato un disegno di legge per vietare la presenza di animali extracomunitari nei parchi, negli zoo e sotto i tendoni da circo in Italia. Sembra che l'animale tanto malvisto e fastidioso sia l'ippopotamo. Mi aspettavo che il tutto fosse stato fatto nell'ottica della protezione della libertà animale. Insomma quelle storie per cui il cammello deve stare nel deserto, il barracuda deve stare nell'oceano, il coccodrillo deve stare nel fiume e così via. Ed invece il comune cittadino di cui la Lega si è fatta portavoce in Parlamento ha precisato che risulta intollerabile e oltremodo offensivo che le strutture del Nord o gli spiazzi in cui si appostano i tendoni del circo debbano sopportare l'infima cacca proveniente da un culo così schifoso e grande, soprattutto, come quello dell'ippopotamo. Non è ancora chiaro, stando a fonti ufficiose, se la cacca dell'ippopotamo sia considerata peggiore di quella della giraffa, del leone, o degli scimpanzé. Conclude il combattente padano nella propria richiesta al Partito con "Ognuno cagasse in casa propria, e comunque al massimo entro i confini della Comunità Europea". La notizia della solerte presa in carico di tali rimostranze da parte della Lega pare abbia scatenato la rabbia di Gheddafi il quale, contattato telefonicamente il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, sembra abbia così esposto la sua incazzatura "Cavaliere, cos'è questa storia del divieto di animali extracomunitari? E poi perché solo e proprio gli ippopotami che, si sa, per la maggiore vivono nel continente mio? Che significa tutto questo? E' un affronto inaudito! E soprattutto, perché non vietate anche la presenza dei lama, sudamericani delle tigri siberiane, dei pitoni indiani, delle pecore australiane?". Pare che il Presidente, colto impreparato dalla conversazione, si sia riservato diplomaticamente di scambiare due chiacchiere con l'interessato leghista e farlo, quindi, ragionare. Ecco, un chiaro e tipico esempio di come e di quanto la Lega Nord costituisca in Italia un serio pericolo anche per i rapporti con amici, non solo italiani ma anche internazionali. Nell'attesa di avere dettagliate informazioni sul prosieguo della faccenda, vorrei esporre il mio pensiero in merito. A me l'ippopotamo è sempre piaciuto, dalla prima volta che l'ho visto nella mia vita si è aperto un mondo sconosciuto e fantastico. C'è qualcuno in questo universo con il culo più grande di te, che quando ti vedi allo specchio pensi di averlo troppo grosso e che non hai speranze. Io dell'ippopotamo non potrei mai farne a meno. Ne perderei di autostima, e questa possibilità non mi piace per niente. E poi penso che sia più brutta la cacca delle pecore, che quando la vedi ti ricorda quei momenti atroci di stitichezza e ti viene da piangere pensando a tutti i soldi che inutilmente spendi per Activia Fibre, Per adesso l'unica notizia certa è che è stato bocciato l'emendamento della Lega relativo all'introduzione di test di lingua italiana per gli immigrati che vogliano aprire esercizi commerciali. Mi fa piacere, perché altrimenti la Corte Costituzionale si sarebbe dovuta occupare anche di una norma del genere. Che a me pare chiaramente discriminatoria rispetto ai miei connazionali. Non oso immaginare, non oso davvero immaginare, cosa ne verrebbe fuori se gli stessi italiani dovessero sostenere un test del genere. Senza saperlo, ci siamo salvati tutti.

 

Post post (che detto così pare una pietanza africana)

 

 

A distanza di poco tutto si ricomporrà come in un quadro perfetto. Dovrebbe essere qualcosa come non tornare da un viaggio. Qualcosa come avere in mano il solo biglietto di andata. Metteremo pezzi di legno da ardere per altroi giorni, e non riusciremo ad alzarci dalle poltrone perché non sarà necessario spostarci da dove saremo. Avremo mani grandi, e potremo prendere cumuli di neve senza sentirne il gelo. Quante corse non faremo più e quanto ridere ci sarà quando ricorderemo delle furie di una volta. Ci guarderemo negli occhi ed avremo l’unica certezza. Le cose vivono del tempo che hanno. In esso si immergono, nuotano fino al fondale, lo violentano delle volte, e poi ritornano in superficie. Ripulite, consacrate. Così lentamente nel finire che non servirà misurare le ore. E ci ripeteremo parole e gesti ridendo come si ride delle cose insensate. Le sentiremo tra i denti masticandole pianissimo. Le scioglieremo ancora sotto il palato, come si fa con la cioccolata di sera. E quel dolce, in bocca, ce lo scambieremo quando nessuno ci vedrà. Avremo insistenza, insistenza e tenacia. Avremo insistenza, risoluzione, fermezza. E ci piacerà sfiorarci in quel modo delicato che aspetta il rivelarsi del mistero senza la trepidazione di aggredirlo. E poi pensaci, a tutta la pazienza che non conosciamo. Quella, e di più ancora. Cesserà, ne sono certa, tutto questo imbarazzante chiasso intorno, questo girovagare della gente da un posto ad un altro. Cesserà, pensaci per un attimo, tutto questo sparare fuochi d’artificio in aria per festeggiare convenzionali ricorrenze. E nascosti in un angolo saremo allora quello che abbiamo sempre cercato. Più piccoli di tutto. Più piccoli di tutti. Ci incammineremo sulla nostra strada zigzagando tra i piedi dei giganti. Li fotteremo così, dal basso. Incatturabili, inarrivabili. Nascosti al rissoso scambio di favori che si concedono alle nostre spalle questi infausti, maledetti, impuniti eventi. Ci divertiremo e brinderemo, guardando il loro sconcerto nel vedersi sottratti i personaggi dal copione. Dovranno riscrivere la storia tutta daccapo, procurarsi nuova inventiva, stravolgere la loro stessa fantasia. Pensaci, strisceremo di pancia verso la tana. Ci verranno a cercare convinti di trovarci, mentre noi saremo già partiti.  Sarà divertente sfidare tutto e tutti. Ricordi quando non lo credevamo possibile? Ora dimmelo di nuovo. Chi l’avrebbe detto, proprio noi ce l’abbiamo fatta.


Quello di sopra è il post serio che me lo sentivo proprio dentro all’animo mio. Questo è un post post serio uguale, ma con maggiore licenza poetica perché c’ho bisogno di togliermi i panni letterati e mettermi quelli tutti vrenzoli. Come quando d’estate ti scazzi di portare i sandali alti e giri per casa con le ciavatte del mare. E poi oggi con questo fatto che ho scoperto di avere anch’io l’umore pessimo (ma non depresso, deo gratias) mi devo sfogare e c’ho certe cose da dire. E perciò le dico, esattamente come mi pare e piace. A me mi fa ridere la gente che all’improvviso privatizza il blog. Tipo che è gente su splinder un po’ con le fisse. Cioè uno per tanti anni ha detto e fatto, sfatto e stradetto, e poi all’improvviso si avvicenda in questa cosa di andarsi a nascondere. Mo, chiaro che uno ci può pure tenere l’interesse, a mettersi privato. Ma se così è, il blog che cazzo lo tieni a fa’ ? Ricaricati il cellulare e chiacchiera con i tuoi amici al telefono, fai prima. E’ giusto Cieli ? Comunque la Duché ha un pisellino. Non gli è nato tra le gambe, perché è femminissima e pure cacacazza. C’ha un pisellino nella pancia e ce l’ha da 5+2 settimane, o 6+4, o 6+1 non l’ho ancora capito come si fanno ‘sti conti perché ancora non ci acchiappo sotto a questo fatto dell’ingravidamento. Considerato però che Duché c’ha messo tre anni io c’ho ancora un poco da aspettare va. E comunque sto davveramente emozionatissima che sto per essere zia non solo virtuale ma anche reale. Anche se Duché non è proprio mia sorella sanguigna. Ma un poco anche si. Fatele gli auguri, esattamente qui. Mo, un altro fatto che volevo dire è che è normale secondo voi che non vado al cinema da tre settimane ? No, ma così, giusto per dire. E Fini, questo Fini, questo Fini che mo all’ultimo all’ultimo vuole fa’ vedé che s’è scetato e invece o si scetava prima o era meglio se continuava a dormì ? Quello Berlusconi fesso fesso pure c’ha ragione. Eh. "Che cavolo, ancora non si capisce chi comanda qua ?", e non sa più come dirlo. Quelli glielo fanno ripetere quattrocento volte al giorno. Ci credo che dopo un poco perde la pazienza e sclera. Poi un’altra cosa che volevo dire era questa: me la sono scordata. Ah si. L’altra notte ho fatto un sogno. Stavo sopra a una montagna e qualcuno mi voleva buttare di sotto al dirupo. Al che io, intrepida e coraggiosa, integerrima e petulante, mi sono girata e gli ho detto a questo qualcuno "né, ma tu perché mi vuoi buttare giù a me ?" e questo mi risponde "perché ti devo acchiappare al volo". Non è che ci stanno tante opzioni: o faccio i sogni drogati, oppure è giunto il momento di prenotare qualche giorno in un villaggio a Sharm El Sheik e farmi certi bagni proprio sopra la barriera corallina che sta là. Che sono tre mesi che lo dico e per colpa del lavoro ancora non riesco a mollare un solo momento. Conclusivamente, io capisco che tutti i miei adoranti lettori si strappano le vesti chiedendosi ma che gli è preso a questa qui ? Niente. E’ solo che io sono composta di tante cose. Lo so che vi cade un mito. Scusate lo sfogo (op. cit.).

 

 

Poi sì, qualche novità c’è. A maggio finalmente inizio il Master di specialistica in Psicologia Giuridica e Criminologia Forense. Ah, una bella botta della durata di un anno per tutto ciò che ha a che fare con la interazione tra la psicologia ed il diritto. Dalla violenza sessuale al bullismo, dal mobbing all’affidamento dei minori, dalle parafilìe alla valutazione della imputabilità e della pericolosità sociale, dallo stalking all’attendibilità delle testimonianze tra vere e false memorie. Mbè, sto emozionata. Come tutte le volte in cui sono davanti a novità che non possono fare altro che insegnarmi e soprattutto stupirmi. Attendo impaziente come una bimba, tralasciando l’importanza del costo economico ed il fatto di impegnarmi il sabato e la domenica. Poi, un’altra novità è che abbiamo uno specchio bellissimo all’ingresso ed un mobile che abbiamo atteso per molto. Voi direte, chi se ne frega. A me, ancora di meno frega che a voi non freghi niente. Poi, la mia maestra di danza orientale è scappata in Turchia perché la mamma non sta bene. Mò, a me dispiace per carità. Il bello è che non si sa quando torna. L’altra novità è che la bassezza e la ignoranza della gente continua davvero a divertirmi e farmi ridere. Ed io che pensavo di non esserne più capace.

 

 

 

Ahi … serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di provincie, ma bordello !

 

[ Dante Alighieri, Purgatorio – Canto VI ]

 

Ringrazio il mio integerrimo e da tutti odiato professore di lettere del liceo classico, se ancora queste parole vengono a galla nella mia mente dalla memoria più sotterranea. Di avventuriera poesia è pieno il mondo, e perfino certi blog. Ma la saggezza che s’accompagnava a quella del Vate non avrà mai eguali. Ciò detto, usurpo delle cosine molto interessanti ad amici blogger: il libro in prossima uscita di Mario Gelardi Liberami dal Male, che raccoglie e racconta la testimonianza di Mario Marchese, vittima di pedofilia clericale, la cui notizia riporto qui furtivamente dal blog di Salvatore. Inoltre, le riflessioni sul risultato elettorale di Carlo, e la incongruenza dei catto-destroidi che rifuggono come la peste l’Islam con annessi e connessi e gioiscono per il loro Presidente del Consiglio che è ormai il servo di un Dittatore come Gheddafi, film dell’orrore gentilmente tratto dal blog di Luca. Infine un viaggio dentro l’essere umano con le foto di Cesare. E poi lo so benissimo che non ci sono molto. Il tempo mi inganna, quando ho un momento libero mi illudo di poter scrivere qualcosa qui ed invece subito dopo gli impegni mi attanagliano e allora, salvo qualche sporadico commento, chiudo tutto. Ma non è così malvagio. Tanti auguri a quel pesciolino di mio fratello per oggi, che è il suo compleanno. E comunque buona Pasqua, giacchè ci siamo.