Archivio mensile:ottobre 2010

Di essenze, odori e nascondigli

 

 

 

Del poco tempo che mi è rimasto voglio farne un libro. Un libro pieno di capitoli e capoversi, di virgole e punti ed esclamazioni e silenzi. So dove sei. I miei pensieri scorrono e si placano. È per questo che ti vengo a cercare nella piega della carta che segna il punto. Quello che la mano accarezza con decisione, che non ti fa dormire la notte, che ti fa desiderare l’oltre. In quel gesto che sa di attesa. So dove sei. E’ come se una certa distanza mi isolasse dal mondo. È per questo che ti vengo a cercare in un mucchietto di cose adagiate alla rinfusa. Quelle di cui vai a scovare i segreti con la punta del dito. So dove sei, io lo so dove sei. E’ come se solo tu potessi raggiungermi. Ti stano, in mezzo ad un nugolo di polvere bianca soffiata via dal dorso delle tue mani. In una risata piovosa, in una giornata affranta. In tutto quel fumo che riempie la stanza, nelle saracinesche abbassate, nelle solitudini lasciate a sé stesse. In una musica che risuona quando fuori è già buio. Questo tempo vaga intorno senza scorrere fra parole e silenzi. Le cose in me si nutrono di mancate risposte. E meno risposte ci sono più domande mi tengono in vita. Mi avvolgo di luci e suoni, di volti, ed in questo labirinto percorro la mia strada con passo fermo. Eppure mentre cammino avverto che da qualche parte tutto si muove a rallentatore. Non esistono spazi. Mi basta l’essenza e mi manca. Né delimitazioni. Non esistono confini. È tutto costipato in quell’esserci senza stare. Così illimitato. In un sentire senza toccarsi. Che di alcuni giorni si conosce lo scandire dei minuti, si ricorda il profumo delle pareti. Come di cose intoccabili. Delicate. Fragili.  Non fare rumore. Adesso non fare rumore. Come di cose intatte. La parte che più mi piace. Sconosciute.