Archivio mensile:febbraio 2011

 

 

 

  
Non ci vuole molto ad accorgersi come il troppo ed improvviso amore rischia di soffocare gli altri intorno. È un attimo, così intenso, per cui ogni altra cosa si annulla e si perde. Una sostanza che si volatilizza nell’etere, si dissolve. Non ci vuole molto ad accorgersi come il troppo desiderare rischia di offuscare tutti i meccanismi delle tue regole. Io? Io non voglio essere qualcosa di diverso da ciò che sono. E so con certezza che non lo sarò. Voglio presentarmi così, esattamente così. Con qualcosa in più rispetto ad ora. Rispetto a ieri. Una ragione in più che si unisce a tutte le altre ragioni. Una meraviglia in più che si aggiunge a tutti gli stupori, alle lotte, ai pensieri confusi e ai silenzi già trascorsi. E quel senso di protezione che immediatamente senti dentro di te, quanto poco ci vuole ad accorgersene, non è altro che subitanea ed inconsapevole esposizione. Più proteggi e più, in realtà, esponi. E si è sempre stupidamente convinti di essere pronti, preparati alla parte, alle emozioni. Alle sensazioni. Si è sempre così stupidamente sicuri di avere la risposta a tutto ed invece no. Però mi piace. Mi piace immaginare. Immaginare di cantare una canzone con un filo di voce, di parlare delle cose per cui vale la pena esserci e volere. Mi piace immaginare di raccontare e di far ascoltare musica. Di sfogliare libri e pagine e fogli e tutte le parole scritte del mondo. Rivedere tutte le fotografie. Mi piace immaginare di alzare la mia meraviglia su di una vetta e mostrarla a quest’universo dicendo che una parte di te, anche dopo di te, lo abiterà ancora per lungo tempo. Mi piace sentirmi così. Confusa. Spaventata. Inquieta. E non saprei davvero in quale altro posto potrei scrivere di tutto ciò se non in questo. E non troverei davvero un motivo per dare un luogo nuovo e diverso a tutto questo, avulso dal resto. Tutto invero nasce da qui. Le paure, la volontà, le ribellioni, la determinazione, l’amore, la tristezza. Tutto viene generato dalla stessa materia. C’era da aspettarselo, in fondo. È solo un modo al contrario. Ed è per questo che in una giornata di timido sole mi siedo ad ascoltare il rumore del vento. Suono divino, e di viaggi incompiuti. Siamo in due, io e questo piccolo scricciolo che porto dentro. E a me ancora non sembra vero.