Archivio mensile:marzo 2011

Evoluzioni

 

 

  

 

Dieci centimetri di vita e tutto lo stupore che, oltre, non credevo di possedere. Invece ci sta. Si agita, quanto si agita. Ogni volta che abbiamo il nostro appuntamento per guardarci un po’ meglio. Si agita, si stira, ieri ha chiuso i pugni e se li è portati alle tempie. Piega le ginocchia e poi allunga le gambe. Non posso fare a meno di ridere ogni volta. Fuori di questo non sento niente, non vedo nessuno, non vado in alcun posto, non chiedo altro. Non rispondo se non ho voglia, non cerco se non ho bisogno. Proseguo nel vivere come sempre ma con l’inevitabile pensiero costante di questa vita che mi porto dentro. Un sacco di gente mi chiede, mi fa un pozzo di domande. Ed io non so sempre cosa rispondere. Molti si aspettano valanghe di chiacchierate, excursus logorroici ed iperemozionanti, conditi di particolari ma io sto attenta. Misuro il mio tempo sul più bello, chiedendomi se non sia proprio quello il momento per farlo riposare. E così anche la bocca si chiude, e tutto il resto diventa inutile, inesistente. Inconsistente.  Un paio di frasi e liquido l’improvvisa curiosità del mondo per me. Continuo a non amare le cose a richiesta. Mi sembra di parlare di qualcosa che non si può capire, anche con chi l'ha vissuta. E poi i si anch'io, ti capisco, visto che bello, a me invece, vedrai quando, mi sembrano togliere magia a ciò che sto vivendo. E non ho voglia di lezioni prima del termine, di insegnamenti già da ora, o di scendere dal mio pianeta per avere confronti con altri. Dice che forse è maschio, c’ha qualcosa, ma poi ha allungato le gambine e le ha aperte. Pare femmina. Siamo ancora in bilico, ma io so cos’è. Sono diventata lenta come una lumaca, anche se vado sempre veloce. Sono lenta in testa. Non esiste spazio che sia occupato da altri se non da questo figlio. A volte penso che non è possibile, che non è vero per davvero. Come se certe attese differite non riuscissero sempre a farti gustare appieno le cose conquistate. Poi lo guardo e si muove così tanto, scalpita e come ieri sento dire interessante, è irrequieto e testardo già da adesso. E allora io rido di più. Rido, e piango per l’emozione. Ma soprattutto perché è mio, e del mio amore.

Me lo credeva ma non me lo pensava (op. cit.)

 

 

 
  

Via, che qualcosa da dire ce l’ho eccome a voi altri. Tutto sommato sto bene, anche se il giorno in cui mi è salita una voglia matta di minestrone ho capito che il suo odore mi ammazza prima il cardias e poi le narici. Il che per me, amante della pietanza anzidetta, è un disastro e una gran tristezza. La notte ormai è deputata a levate e sdraiate in alternanza ogni tre – quattro ore circa. Beninteso, a dormire dormo. Sogno anche, e che sogni. E poi ci facciamo i discorsi intensi, io e il marito. Amore tutto bene? Si, amore, dormi. Ma dove vai? Devo andare in bagno, lo sai. Ok. (Al ritorno) Amore tutto ok? Ti ho detto di si, stai tranquillo dormi. Va bene, ma mi preoccupo. E non ti preoccupà! (Così per notti intere finché) Amore tutto ok? Si amò, tutt’appost’, pensa a dormire. Ma dove vai? Oh mamma mia e dove vado … mo’ mi vado a fare una passeggiata in centro, mi fermo a prendere un gelato e torno, vabbuò? Tu aspettami qui, dormi e statti sereno. Al che, ovviamente, non seguì risposta. Segno che riesco ancora nei miei intenti, quando lo voglio davvero. I miei ritmi a lavoro non sono diminuiti e conservo il mio solito stakanovismo anche se qualche volta mi sento un poco diminuita. In ogni caso tutti si stupiscono e mi dicono che continuo a dimostrare una inesauribile energia. Qualche giorno fa mi ha fatto visita una simpaticissima colica renale, che se faceva parte del pacchetto all inclusive gravidico mica qualcuno me l’aveva detto. Almeno mi preparavo psicologicamente. Dice che s’ingrassa ma io peso sempre uguale, almeno per ora a tre mesi quasi conclusi. Il che non é tanto male. Il marito sbandiera la notizia impunemente a chiunque incontri. Ha avuto delle ispezioni in ufficio e all’Ispettore gli fa oh, ma lo sa che mia moglie è incinta? E da uno riservato come lui non ci si aspetta tanta estroversia eh. Non lo riconosco più. Io invece dal canto mio continuo a ritrovare quel lato nebuloso mio tipico e lo dico solo se viene fuori l’argomento. Sento di vivere in una dimensione più interna che esterna. Gli altri, questa volta come altre volte in passato nelle cose fondamentali, sono una mera eventualità. L’altra sera è andato a cena con dei colleghi e mi chiede se mi sono sentita sola. Non sono più sola, ho buona compagnia adesso, dico sciorinando un sorriso sincero. Però una frignatina me la sono fatta lo stesso sperando che non tornasse tardi. Il mio cucciolo venerdì scorso era di 3 centimetri. All’ultima ecografia l’avevo lasciato di 5 millimetri. Quindi sta diventando un gigante, grande e forte che nessuno potrà mai sconfiggere. Il suo cuore batte velocissimo ed io mi sono rassicurata nel sentirlo. A me è venuta una risata incredibile quando la ginecologa mi ha detto se stai ferma ferma ti faccio vedere che si muove anche. Quando ho visto il movimento impercettibile quasi ho pensato dentro di me .. no, non ci credo. E sono scoppiata in una risata lunghissima, proprio una risata di cuore. La dottoressa mi dice che a questo punto del film tutte piangerebbero per l’emozione. Io le ho detto che le lacrime le uso per il dolore e che per l’emozione della felicità tengo una forma diversa di espressione, la risata pazza. Si muoveva e io ho pensato … ma dove vuoi andare, devi stare con mamma tua! Il marito commosso, io che non riuscivo a smettere di ridere, la dottoressa che provava ad essere seria e il cucciolo che si muoveva. Un bel quadretto davvero. Comunque alla ginecologa ci sto simpatica. Certi giorni penso chissà se sarò in grado, se sarò capace. Se sarò. E io spero che sarò. E comunque pensandoci io sono già. Mi sembra un ottimo punto di partenza, in fondo. Quando vado a lavoro a piedi con la musica nelle orecchie mi chiedo se gli piace. E sto leggendo, quando la sera non crollo, l’ultimo libro di Grisham e chissà se gli piace il genere. Le cose di giustizia gli piacciono, lo so per certo. Così come so che gli piace sentire la mia voce e quella del papà quando ci facciamo le coccole. Gli piace anche quando passeggio, e gli piacerà ancor di più il fatto che, a breve, io riprenda le lezioni di danza del ventre perché ‘sto fatto di dover aspettare ancora almeno quindici giorni mi debilita un po’ psicologicamente. La scorsa settimana sono stata alla scuola a salutare l’insegnante e le mie compagne e, che dire, salti di gioia e allegria nel vedermi. Gli piacete anche voi, in qualche modo. Davvero. Il papà è convinto che sia maschio, o forse semplicemente gli piacerebbe un maschio. Io non sono convinta di niente e penso che mi piacerà sia se è un maschio sia se è una femmina. Sarà quel che sarà e comunque sarà un grandissimo successo. E poi penso che mi vorrà bene e questo è il pensiero che mi scioglie. Io lo amo già. E vi giuro non pensavo, non pensavo davvero mi sarei rimbecillita a questa maniera. Ecco qua.