Archivio mensile:aprile 2013

Prima Vera

Di qualunque cosa si tratti, io sono viva. E questa, altro che, questa è una primavera fatta per spogliarsi. Non guardatemi, non ascoltatemi. Non cantate alcuna canzone, non suonate nessuna musica. Sedete, riposate. Chiudete gli occhi. Di questo altéro mondo in piedi io voglio prendermi ogni cosa con mani piccole, inginocchiata, pentita. Vieni, trascinami via. Légami nei tuoi pensieri e scivoliamo un po’ più in là, dove le acque scorrono pulite e ci si può sdraiare a terra. E poi fermati, e leggimi un libro. Che abbiamo sporcato i nostri corpi di parole fangose, di pensieri violenti, di lugubri decisioni. Ma oggi, adesso, ci scopriamo ancora piccoli, ancora felici, ancora teneri. Di qualunque cosa si tratti è primavera, ed io sono forte come non mai. Non conosco più l’amaro della solitudine, non ricordo più la tristezza del buio. Non so più cosa sia sentire freddo. Mi affaccio alla finestra e mi accorgo di non aver visto prima d’ora questa strada, questa gente. Di non aver mai sentito parlare di questa storia. Alzo lo sguardo al cielo e benedico le nuvole gravide di pioggia, resto con il naso all’insù nell’attesa che l’acqua torni, che lavi le mondezze, che ripulisca i marciapiedi. Alzo lo sguardo al cielo e per la prima volta so, io so, che la vita può cambiare ancora, che si può amare di più, che si può soffrire di più. Che si può morire di più. E di più si può ancora nascere. Conosco il tuo sguardo, i tuoi pensieri. So tutto ciò che ti stai chiedendo. Sento tutto il tuo vociare silenzioso, il tuo girare intorno alla mia schiena, questo navigarmi la mente. O almeno provarci. Guardati intorno, non vedi anche tu che questo campo è più verde del solito? Non sembra anche a te che ci sia ancora tanto tempo a nostra disposizione prima di alzarci e andare via? Ora fidati. Voglio farti fare un viaggio. Fidati, voglio farti fare un grande viaggio. Apri le mani che ho delle cose da darti. Metti tutto in valigia, e adesso sì che possiamo ripartire di nuovo. Andiamocene, lì oltre il muro dove il sole scotta ed il mare si increspa verso sera come piace a me. Stringiamoci nella sabbia. E scendiamo dalle montagne, facciamo la strada più impervia insieme. E una volta arrivati a valle corri, corri più veloce. E prendimi se ci riesci, e fallo per davvero questa volta. E ascoltami, ti prego. Ascoltami. Che di notte i rumori si fermano. I cieli diventano immensi. Le voci si fanno delicate. E le luci, che sono così piccole da lontano, sanno dove portarci.

[Grazie a G. per la concessione della sua foto]