Archivio della categoria: inchiostro e mò bast

Uno a zero palla al centro

 

 

 

Dice che da qualche parte si deve pur ricominciare. Eh, da quale? Vediamo. Partiamo dal recente. Oh si, ho avuto modo di soggiornare tre giorni e tre notti nel reparto di otorinolaringoiatria dell’ospedale della mia città. Mbè, mica pizzi e fichi. Qua le cose quando si fanno si fanno sempre particolari rispetto alla massa. Sinteticamente l’orecchio destro decise di abbandonarmi pian piano con un dolorino dapprima fastidioso e poi pungente da morire, e di non rispondere testardamente alla terapia data dal medico di base presso il quale mi recai giorni prima. Dopo notti insonni il marito, invero assurdamente paziente ed amorevole con me, decise di portarmi al pronto soccorso. E veramente tutti e due avevamo anche un po’ paura per il frutto del nostro ammmore. Mo una cosa la devo dire: non sono femmina lamentosa, ma per urlare io per tre giorni a quella maniera non era proprio più situazione. Con l’antibiotico del medico poteva stare pure dieci giorni. Non c’avrei cavato un ragno dal buco. Al p.s., stranamente vuoto nel cuore della notte, un cellòne di medico giovane mi fa essignòra, lei c’ha la pancia di cinque mesi e una terapia già prescritta, che lo chiamo a fa’ il collega specialista? (Che ne pensi, prima di chiamarlo, di visitarmi almeno la recchia? Niente da fare. Manco mi vede). Vada a farsi un controllo al primo piano. L’ostetrica, che ovviamente data la situazione mi profila la necessità di un otorino (ma non mi dire dai!) fa comunque un’ecografia, per sicurezza. La mia stella, stremata anch’essa dalle urla e dai pianti incessanti, s’era ficcata sotto sotto l’utero, stava tutta rannicchiata. Con il cuoricino che batteva forte. Scendiamo di nuovo in p.s. con un referto di ginecologia in cui era scritto si consiglia consulto otorinolaringoiatrico ma il cellòne, evidentemente fiero della sua incompetenza o forse infastidito dall’unica richiesta ricevuta quella notte, mi rimanda a casa. Arrangiati. Il marito, testardo e ormai stremato dalle mie urla, mi porta alla guardia medica (che è pure assurdo ‘sto fatto che uno esce dal p.s. per andare alla guardia medica, vé? Eppure è andata così) che appena mi vede l’orecchio (senza otoscopio perché era tutto completamente chiuso da fuori) mi fa essignòra, e lei deve andare in p.s., e qui ci vuole il cortisone, e qui ci vogliono le punture, e qui, e lì. Non so se piangevo più per il dolore o per la rabbia. Si incazza il marito (no dico, giuro: si incazza!), torniamo in p.s., il medico cellòne si passa una mano sulla coscienza e forse spaventato dal certificato della guardia medica che richiedeva visita immediata specialistica chiama l’otorino di turno il quale, lemme lemme, arriva dopo due ore circa, mi visita tra i pianti e la disperazione totale e chiede al marito ma a parte l’orecchio, la signora come sta, la gravidanza come va? Il marito con tutta la forza rimastagli risponde con tono rapido ma deciso dottore, mia moglie è un toro. A me un poco mi veniva da ridere però continuavo a piangere per il dolore, pure per non passare per scema che piangevo e ridevo insieme. Al che l’otorino proferisce le salomoniche parole è una infiammazione diffusa, una infezione dei tessuti esterni … RICOVERO URGENTE. Eh? Ricovero urgente. Oh ma di che? Ho detto ricovero urgente. Ah … non avevo capito. Mi spara un anestetico immediato che mi procura un vago sollievo, per poi sistemarmi a letto e iniziare la massiccia cura che ho dovuto proseguire anche a casa una volta uscita. Insomma un soggiorno tra una flebo di antibiotico e una puntura di cortisone, purtroppo necessari ed indispensabili ma che, a quanto pare, non hanno fatto danno. Però, come sempre, ci sono uscite anche delle cose positive. Per esempio, ho fatto amicizia con una ragazza, una signora e sua mamma, un signore e due infermieri. E pure con la tipa che portava il pranzo e la cena in reparto, che una sera le ho chiesto sorridendo se si poteva sostituire il prosciutto cotto con la coscia di pollo. La sua disponibilità, strizzandomi l’occhio in segno di complicità, è stata mitica. Quest’è il dunque. Ma che l’ho detto che mia figlia è femmina? Mi sa di no. Mia figlia è femmina. E io lo sapevo dal primo momento. E c’ha pure lo stacco di coscia. All’ecografia morfologica, i cui valori riscontrati sono tutti nella norma, è risultato che mia figlia è magra e lunga. Come il papà, dico io. Perché se era lunga ma un poco rotondina era più come la mamma. E poi mia figlia nella pancia si prende i piedi con le mani, fa la contorsionista. Si contorsiona da morire e non sta ferma un attimo. La ginecologa fa sempre un po’ fatica alle ecografie perché quella fa la dispettosa. Si mette di culo e non si schioda più. Dopo l’esperienza orecchio violento a mia figlia ho detto che noi femmine siamo nate per soffrire dolori fisici ma anche per vivere grandi vittorie morali. Un modo come un altro per prepararla fin da ora a certe cose. Poi ho pensato che è davvero troppo presto per fare questi discorsi, e allora l'altra sera, mentre mi accarezzavo la pancia e lei si muoveva mi sono tornati in mente tutti i racconti che finora ho sentito sul parto. Dio ci scampi e liberi almeno dalle emorroidi.

 

Bavaglio Al Fa(u)no

 

 

 

Certe volte non ho parole. No dico, guardiamo le cose nella loro totalità per un attimo. Guardiamo la totalità. Cito per citare, a chi gli pagano la casa senza dirglielo, lo scienziatone del pdl che prima si striscia trenta piste di cocaina e poi si mette a fare i comizi dalle finestre, un inqualificabile ed inetichettabile presidente del consiglio delle capre di Roccapipirozzi (chiedo scusa a Roccapipirozzi), un ministro in carica per qualche giorno e poi a casa, un ministro dei conti con la evve moscia che, poverino, quello pure ci pvova a spiegave che l’ottimismo non sevve a un cazzo pevchè soldi in vevità non ce ne stanno, la carfagna che fa incazzare i preti per il gay pride, i preti che non si sono incazzati quando la carfagna è diventata ministro (avete mai provato a scrivere carfagna su google?), un ministro della semplificazione che ci complica le tasche perché gli dobbiamo pagare lo stipendio, i padani che padano, i terroni che terrano, gli aquilani legittimamente stremati e presi con i manganelli (dove sono quelli che berlusconi sta a ricostruì tutte le case ahò lui sta a fa cose che non sono mai state fatte ahò ma de che ahò a burino ma va a morì ammazzato tu e li mortacci tua – op. cit.), maroni che gioca a fare il soldatino senza divisa, larussa che gioca a fare il soldatino con la divisa, bossi che, seppure tu lo volessi ascoltare quantomeno per le cazzate che dice, quando parla non si capisce niente, il figlio di bossi che fa il consigliere regionale (primo eletto, pluripetente a scuola e fa il consigliere regionale), la zanicchi (europarlamentare, la zanicchi) che dice a fini (prendi questa mano zingara) vai fuori dalle palle (dimmi pure che destino avrò), e tante altre nuove avventure dei nostri supereroi preferiti. Ora, io non ho voglia di scrivere post sul senso di profonda nausea che mi provocano le quotidiane notizie politiche. Perché ormai la nausea è arrivata a livelli sovrannaturali. Eppure ce n’è ancora. C’ho da dire due parole al ministro della giustizia. Alfano … Alfano, dicevo, apprendo che hai proposto, come prosieguo della riforma del processo civile, di consentire ai magistrati in affanno lavorativo di farsi dare un aiutino da certi giudicini scelti tra, per esempio, avvocati, notai, magistrati in pensione, professori di diritto o ricercatori. Ma secondo me partirà un emendamento, e si finirà a dirigenti della pubblica amministrazione, commissari ad acta di enti locali, direttori di banca, imprenditori, compagnie assicurative. Se finisce l’assortimento puoi anche ordinarli su ebay, i giudicini? FIGO! Se vai su google e clicchi giudicini tra venti giorni ci sarà anche la signora che ha il negozio di scarpe sotto casa? FIGA! Sempre si troverà qualche offerta conveniente … Insomma, Alfano, dimmi la verità. Quella che non ti fa male. Tu vuoi partire con magistrati in pensione, avvocati e notati, per poi finire al resto, giusto? Dai, io ti capisco. Questi giudici togati che fanno carriera in magistratura politicizzata (ogni volta che sento queste frasi del cazzo con le quali il Governo bombarda la testa della gente mi sovvengono le parole del mitico Gaetano in Nuntereggaepiù), non si sopportano. Questi giudici che si mettono la toga e che con la scusa che tengono la toga non li puoi toccare. E lo capisco. Alfano, credimi, io ti capisco. Perché la toga me la metto pure io. E anche a me dà fastidio se mi toccano. Eppure pensa … Alfano … pensa, pensa a quando ti mettevi la toga pure tu (te la sei mai messa la toga?). Ti capisco, credimi. Poi con quel berlusconi sul collo … Hai voglia se ti capisco … Però Alfano, scusami se te lo dico, capisco che i giudici certe volte non ci arrivano alle cose, capisco che sono indisponenti ed alcuni hanno davvero manie di onnipotenza e sono pure ignoranti, capisco pure che non sempre giudicano giudicando rettamente, però Alf scusa eh, ma come si fa a mettere nelle mani dei giudicini la giustizia? E dai, Alf, parliamoci francamente. Non t’è bastato allargare la competenza dei giudici di pace che, poveri noi, combinano certe cose … Per carità, hai ragione, essere un giudice togato non è garanzia di capacità e professionalità ci mancherebbe. Non t’è bastato rendere obbligatoria la conciliazione per processi come quelli sul risarcimento dei danni da responsabilità medica? Rifletti … Capisco anche che non ci sono soldi per bandire concorsi … Alf, qua il fatto è serio, non ridere.  Ma che ti ridi Alf, dai. Come possiamo mettere la giustizia in mano ad un surrogato? Tu hai fatto pure l’avvocato, dovresti capire di cosa sto parlando, hai contribuito ad allargare (ehm, volevo dire ad affossare unitamente all’Avv. Mavalà Ghedini) la fama della nostra nobile ed eletta professione balzando come un giovin vitello agli onori delle poltrone di palazzo, tu che mandi gli ispettori dappertutto, alla Totò e Peppino, tranne che dove devono andare, tu quoque Alfano fili mi … Io mi domando e dico: possibile che non ti renda conto di che cazzo stai a fa? Infine c’ho una ultima domanda. Volevo capire come stiamo messi con la questione delle intercettazioni investigative e della libertà di stampa, e le registrazioni, e i blog che vengono equiparati ai giornali. Mi dicono … dalla Camera tutto bene? Ci fa piacere va. Ogni tanto una buona notizia.
Ho finito.
 

 

Io sto con gli ippopotami

 

 

E' giunta notizia che la Lega Nord ha avanzato un disegno di legge per vietare la presenza di animali extracomunitari nei parchi, negli zoo e sotto i tendoni da circo in Italia. Sembra che l'animale tanto malvisto e fastidioso sia l'ippopotamo. Mi aspettavo che il tutto fosse stato fatto nell'ottica della protezione della libertà animale. Insomma quelle storie per cui il cammello deve stare nel deserto, il barracuda deve stare nell'oceano, il coccodrillo deve stare nel fiume e così via. Ed invece il comune cittadino di cui la Lega si è fatta portavoce in Parlamento ha precisato che risulta intollerabile e oltremodo offensivo che le strutture del Nord o gli spiazzi in cui si appostano i tendoni del circo debbano sopportare l'infima cacca proveniente da un culo così schifoso e grande, soprattutto, come quello dell'ippopotamo. Non è ancora chiaro, stando a fonti ufficiose, se la cacca dell'ippopotamo sia considerata peggiore di quella della giraffa, del leone, o degli scimpanzé. Conclude il combattente padano nella propria richiesta al Partito con "Ognuno cagasse in casa propria, e comunque al massimo entro i confini della Comunità Europea". La notizia della solerte presa in carico di tali rimostranze da parte della Lega pare abbia scatenato la rabbia di Gheddafi il quale, contattato telefonicamente il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, sembra abbia così esposto la sua incazzatura "Cavaliere, cos'è questa storia del divieto di animali extracomunitari? E poi perché solo e proprio gli ippopotami che, si sa, per la maggiore vivono nel continente mio? Che significa tutto questo? E' un affronto inaudito! E soprattutto, perché non vietate anche la presenza dei lama, sudamericani delle tigri siberiane, dei pitoni indiani, delle pecore australiane?". Pare che il Presidente, colto impreparato dalla conversazione, si sia riservato diplomaticamente di scambiare due chiacchiere con l'interessato leghista e farlo, quindi, ragionare. Ecco, un chiaro e tipico esempio di come e di quanto la Lega Nord costituisca in Italia un serio pericolo anche per i rapporti con amici, non solo italiani ma anche internazionali. Nell'attesa di avere dettagliate informazioni sul prosieguo della faccenda, vorrei esporre il mio pensiero in merito. A me l'ippopotamo è sempre piaciuto, dalla prima volta che l'ho visto nella mia vita si è aperto un mondo sconosciuto e fantastico. C'è qualcuno in questo universo con il culo più grande di te, che quando ti vedi allo specchio pensi di averlo troppo grosso e che non hai speranze. Io dell'ippopotamo non potrei mai farne a meno. Ne perderei di autostima, e questa possibilità non mi piace per niente. E poi penso che sia più brutta la cacca delle pecore, che quando la vedi ti ricorda quei momenti atroci di stitichezza e ti viene da piangere pensando a tutti i soldi che inutilmente spendi per Activia Fibre, Per adesso l'unica notizia certa è che è stato bocciato l'emendamento della Lega relativo all'introduzione di test di lingua italiana per gli immigrati che vogliano aprire esercizi commerciali. Mi fa piacere, perché altrimenti la Corte Costituzionale si sarebbe dovuta occupare anche di una norma del genere. Che a me pare chiaramente discriminatoria rispetto ai miei connazionali. Non oso immaginare, non oso davvero immaginare, cosa ne verrebbe fuori se gli stessi italiani dovessero sostenere un test del genere. Senza saperlo, ci siamo salvati tutti.

 

Protesta(nte)

 

 

Memore delle trascorse esperienze in cui puff il blog non c’è più, a causa di disservizi per i quali i post non vengono pubblicati subito, i commenti non vengono caricati o non sono gestibili, i template non sono facilmente modificabili, i messaggi privati o sono invisibili o si moltiplicano a dismisura da soli, spesso ci si ritrova costretti a rifare il log-in numerose volte nel corso della navigazione tra blog ed altro ancora, ( nonostante ciò a mio avviso è e resterà sempre e comunque una piattaforma in cui non vige sovrana ed incontrastata la inciviltà d’intelletto, relazionale e comunicativa come altrove, e tanto mi basta per restare qui dove sono ) questo blog aderisce allo sciopero degli utenti di Splinder dalle ore 10 di oggi alle ore 10,00 della giornata di domani.

 

 

E così accadde che andammo al cinema, trovammo le sale chiuse – e ci fu detto che fare domande era vietato –

 

 

Questo spot non s’ha da fare. Così tuonò Mamma Rai, cercando malamente di assumere il tono tipico del genitore che riprende il bimbetto sorpreso con le mani nel barattolo della marmellata. Il divieto di rendere visibile in tv lo spot pubblicitario del film Videocracy, in visione al cinema dal 4 settembre, si incastra alla perfezione nel disegno totalitario di potere nelle mani di Re Silvio, imprenditore anche, ma non solo, nel mercato della telecomunicazione (pubblica e privata, rectius di Stato) oltre che Presidente del Consiglio dei Ministri del Governo della Repubblica d’Italia.  

 

E così si continua a vivere in un regime di vera e propria censura. Nel frattempo Bossi bisticcia con il Vaticano che improvvisamente viene etichettato di sinistra (il che è davvero il colmo della storia del cristianesimo nel mondo da quando nacque a chissà quando sarà), il figlio di Bossi rimbalza il clandestino su Facebook senza provare un minimo di vergogna per il suo curriculum vitae et studiorum, e Fini tenta, diviso tra il ruolo di Presidente della Camera e di rappresentante di un partito nelle file della coalizione di maggioranza, di riappacificare gli animi mettendo però altra carne a cuocere. Re Silvio, scomparso per qualche giorno, torna alla ribalta e va a farsi una penitenza alla sua maniera in quel della Perdonanza, mentre ancora attende di essere ricevuto dal Papissimo Ratzinger, che a quanto pare non ne vuol sapere. Nel frattempo siamo lieti di fregiarci del titolo di italiani. Non detto come lo diciamo noi, italiani. No. Detto come lo pronunciò un cameriere in Messico, che accanto alla parola italiani proferì magicamente Bereluscone, e mi rise in faccia come un piccolo, simpatico, dispettoso monello.

 

Ed infine salta la cena tra Bertone e Re Silvio perché Feltri ha stampato in prima pagina un articolo indicibile sul direttore di Avvenire, il Premier fa causa a Repubblica perchè le domande che gli vengono poste da non si sa più quanto tempo, a cui non c’è risposta alcuna, sono retoriche mentre Zagrebelsky, Rodotà e Cordero lanciano un appello sulla libertà di informazione. Insomma, la retorica è un reato di talché comporterebbe il risarcimento di inqualificati ed inqualificabili danni. Cicerone, sappi che per quanto grande avvocato fosti, retore ed oratore, non ci hai insegnato un’arte buona e fruttuosa, arte in cui io stessa ho investito anni, tempo, denari e bla bla onorando i tuoi antichi scritti. Ci hai insegnato una condanna ! Ti facevi i cazzi tuoi era meglio. Come sempre, del resto

 

o.t. Non credevo di scrivere così tanto sulla politica. Non mi è mai piaciuto, e forse continua a non piacermi. Questo blog è da sempre stato creato e scritto per altro. Ma è proprio vero che la rete è l’unico mezzo di libertà per i cittadini di questa nazione. E certi bisogni sono forse più di natura sociale e culturale che squisitamente politica. Ormai lo stato delle cose è in totale decadenza ed il tutto è talmente tanto indegno che non si può tacere. God bless Italy. Please, aggiungerei. Se necessario, God, piango pure.

 

 

 

Meno male che Silvio c'è ( avremo da raccontare )

 

 

Devo essere sincera. L’ho acquistato perché ho immaginato di farlo leggere ai miei figli, qualcosa che sia documentario come Gomorra, per mostrar loro l’assurdità dell’Italia di oggi e degli italiani di oggi. Come i libri di storia su Mussolini, che ti fai un’idea del personaggio. Ma anche della gente di quel tempo. Una schiera di gente del popolo cui si accompagnano politicanti locali votati al dio fiction & imprenditoria di non qualificato genere. Qualcosa come le tipiche casalinghe di Voghera, per esempio. Di quelle che se una donna viene stuprata è colpa della gonna corta. E non si scandalizzano se le donne stesse vengono ingaggiate gioiosamente a fronte di lauti guadagni. Va beh ma se una è puttana è puttana, direbbero. E’ quando un uomo così importante a livello istituzionale viene praticamente ricattato da una puttana che la cosa si fa seria. Per non dire che ha disertato appuntamenti istituzionali per trastullarsi con la suddetta. E va beh, non c’avrà la prostata ma avrà provveduto in qualche altro modo, chissà. Certo, una festa è un fatto privato. Pagare delle donne per allietarla un po’ meno, se si considerano i personaggi in questione. Perché nessun quotidiano parla più delle intercettazioni D’Addario-Berlusconi ? Ops, scusate. Avevo dimenticato la legge in proposito … Quelli che difendono la famiglia legittima fatta da un uomo e di una donna ( con annesso/a amante, ma non lo diranno mai ) e votano per un essere che non ha esitato ad ospitare nella propria residenza, tra gli altri personaggi del mondo politico internazionale, procaci ragazze fotografate in evidente atteggiamento saffico. Per carità, ciascuno del suo corpo fa quel che vuole. Ma la coerenza vorrebbe che si aprissero gli occhi e si considerasse chi è davvero la persona che sfila nel Family Day a difesa dei valori dall’antico sapor di Dio Patria Famiglia. Che a pensarci bene quello statista del Duce non fu poi tanto diverso come sciupafemmine. Sarà il fascino del dittatore. Solo che qui la faccenda è grave. Siamo dinanzi all’utilizzatore finale ( così parlò Ghedini ) di una puttana facente parte di un più ampio giro di contatti. Ah beh, se è l’utilizzatore finale ne pagasse le conseguenze. Come l’IVA. Solo che sul più bello l’imperatore, tristemente sconsolato per essere stato scoperto, afferma di non conoscere la tizia in questione e che le feste non sono state altro che simpatiche cene. Solo dei cretini abboccherebbero negando, come lui, la realtà. Quelli che lui ha difeso la vita cercando di salvare Eluana Englaro, per esempio. Giudici assassini. Padre assassino. Perché nessuno si è mai scandalizzato della scelta del Premier, con la moglie, di abortire al settimo mese di gravidanza un bambino che non sarebbe nato sano ? Sette mesi. Sette mesi non è più la vexata quaestio del si / no vita al concepimento. Va là, direbbe il suo avvocato – parlamentare. Che vuoi che sia. Assassino … è una parola grossa. Nel suo caso era una tragedia familiare. Nel caso Englaro era un modo per ingraziarsi vescovi e cardinali. Ma stavolta, sospiro di sollievo, Napolitano c’ha visto giusto. Quelli che via gli stranieri che ci tolgono il lavoro, ci tolgono i mariti/le mogli, ci tolgono l’aria, ci tolgono la casa, ci tolgono la delinquenza, ci tolgono le celle in carcere, per esempio. Dalle dichiarazioni spassionate di molti partecipanti che oggi possono prendersi il lusso di ricattare l’esimio, pare che durante i festini presidenziali tutti barzellette, cantate napoletane melodrammatiche-amorose con il fido menestrello, gioielli e buste con contanti, vi fossero moltissime donne dell’Est. Va beh, ma questi sono particolari di poco rilievo. Le straniere vanno bene se ci rendono il servigio per l’ospitalità concessa. E poi come lo rendono loro il servigio … eh. Quelli che io i giornali non li leggo vedo il tg, per esempio. Ditemi, davvero, se guardate un telegiornale e riuscite a sapere dei fatti del nostro Presidente del Consiglio o almeno, dico io, di quello che succede in Parlamento. Che ne so, il Parlamento sforna leggi di continuo e non si sa nulla dell’attività quotidiana. Del Governo, ancora meno. Nemmeno se acquistate i quotidiani lo saprete, salvo eccezioni coraggiose per amore della notizia, e non già del gossip. Per il gossip c’è Alfonso Signorini, ma lui girerà il complimento alla D’Addario, la D’Addario alla Montereale, la Montereale a Repubblica, Repubblica agli italiani e Tarantini ai magistrati. Nel frattempo che la palla gira, si parlerà dell’ondata di caldo, del superenalotto, di Bossi e del Va Pensiero verdiano. Dimenticavo. Si parlerà anche delle donne in Veneto che protestano perché delle ragazze mussulmane vanno in piscina con il burkini. Cazzo se ne fregano loro io non ho davvero capito. Le mussulmane mica protestano che noi andiamo in piscina praticamente nude e non ce ne vergognamo ? Il delirio moderno italiano è anche questo. Un Sindaco in Piemonte che emana un’ordinanza, in cui è prevista tanto di sanzione pecuniaria, con divieto di indossare una copertura per il corpo in piscina. L’azione di annettere le menti degli italiani al potere mediatico è perfettamente riuscita. Tanto è vero che ciò che in tv non viene detto quando poi verrà reso noto non sarà creduto. Guarda che è vero, l’ho sentito alla tv. Guarda che è proprio così, l’hanno detto al tg. Chiedetelo agli aquilani che vivono in tenda, la cui dimostrazione di protesta a Roma è passata in totale sordina. Chissà se ancora un minimo di buonsenso ci accompagna. Il traguardo era che gli italiani abdicassero lentamente ed in maniera del tutto indolore all’esercizio della critica e della ragione. Ed è stato conseguito, ahimé. Tanto indolore questo processo, almeno io che a volte so anche farmi venire dei dubbi ( grazie a Dio ), oggi non lo sento mica. Ma tant’è. Peccato per un popolo che si è sempre vantato di avere un intelletto superiore al resto del mondo ( ce ne ricordiamo solo quando due medici italiani fanno, negli Usa, delle importanti scoperte scientifiche, salvo non considerare come importanti e vergognose le figure di merda che il novello ducetto di Arcore ci fa fare con il suo dubbio sense of humour ). Quelli che lui è un imprenditore e sa cosa significa il sacrificio e ha dato lavoro a molti. Questo è vero, al di là delle utili corsie preferenziali percorse in tanti anni grazie all’appoggio di molti politici. Parliamo di cose note. Perché non scandalizza il fatto che fosse stato parte della P2 ? Perché gli italiani, così avvezzi a generose sentenze moralistiche, così giudici di tutto e di tutti, così allenatori ad ogni campionato di calcio, così presidenti della repubblica su ciascuno dei politici italiani, non si scandalizzano di certe lontane (oggi probabilmente attualissime) affiliazioni ? Perché chi se ne frega. Ecco perché. Quelli che in Italia la giustizia non esiste, per esempio. Ciò è vero. Non esiste perché se in un processo viene provato, e dunque è vero, che qualcuno paga qualcun altro per rendere false dichiarazioni e questo qualcuno non può essere processato perché s’è fatto, profeticamente, una leggina ad hoc che lo tuteli allora la giustizia non esiste. Rettifico. Non è che la giustizia non esiste. Io ci lavoro con la giustizia. E’ che la giustizia non serve a niente quando è imbavagliata da altri poteri della Repubblica ledendo l’equilibrio costituzionale. Quelli che in tv non ci sono solo veline e che per fare la meteorina è necessaria una prima laurea in architettura ed una seconda in scienze diplomatiche o giù di lì, per esempio. Non di rado tra questi vi sono genitori che spingono fortemente, vantandosene pure, le figlie verso le stellette dello schermo. Io vorrei sapere com’è possibile che Siria del Grande Fratello 9 (la ragazza nata uomo, per inciso e se vi sfuggisse) già prima del GF prendesse parte alle feste private del Premier. La ciliegina sulla torta è sempre sua, ogni volta che grida le parole magiche complotto-eversione-gossip-privacy. Lui sta nella casa delle sue libertà, che, a quanto pare, sono intangibili. La televisione ha smesso di parlare di lui e dei suoi intrallazzi. Manca poco. Pare che ad ottobre la Consulta tratterà la questione di legittimità sollevata in ordine al Lodo Alfano. Non sono molto fiduciosa. Forse i miei figli leggeranno come me Papi uno scandalo politico e rideranno e si chiederanno se è tutto vero, se sul serio è accaduto tutto questo e a me e al loro papà toccherà dire sì, è stato tutto vero. Io probabilmente sarò triste. Ma dai, anche il cucù setté alla Merkel, il rimprovero e lo sdegno della Regina Elisabetta ? Si cari miei. Tutto vero. Ma come mamma, la Ministra Carfagna (?) fa una legge sulla prostituzione (arrestiamo tutti) e lui se le portava in casa ? Si tesori. Proprio così. Mamma, ma Gasparri era davvero così scemo ? Eh .. anche peggio miei adorati. Oggi, che ci vuole ancora un po’ di tempo per vedere la immaginata scena familiare, non resta che attendere. Il fatto è serio. Per non dire grave. Si salvi chi può. Sono stata prolissa. Potevate anche evitare di leggere.

 

 
 
 
* Per par condicio devo dire di aver letto in questo periodo anche Uomini che odiano le donne di Larsson, acquistato da molto ma sul quale tentennavo. Ed infatti a lettura conclusa … vuoi mettere il poliziesco della Svezia con il carrozzone dell’Italia in un regime di censura quale quello odierno. Non v’è paragone alcuno.

 

 

Mo bast. Mo lo devo scrivere. Eh. Considerato soprattutto ultimamente che il vento gira per il verso giusto su molti fronti e che finalmente è il momento buono per tante cose, che mi sto prendendo le mie belle, sane e grosse soddisfazioni sotto tanti punti di vista, che ancora una volta non posso fare a meno di dire che sono una troppo, troppo, troppo e basta, ecco vorrei sapere di grazia per quale motivo continuano a mandarmi mail in cui mi chiedono se voglio usufruire dello sconto del 30 % per acquistare farmaci per facilitare l’erezione. Ora, considerato che l’uomo che è mio da dieci anni e che ora mi è anche marito non c’ha di questi problemi (deo gratias senza ironia, so’ cose serie mica cazzatelle), io personalmente in qualità di destinataria di queste proposte di elevazioni ulteriore, quanto mi devo ergere ancora ?

 

Visto che avevo scritto un post che però non risulta pubblicato quando l’ho scritto ed editato che sarebbe il post prima di questo, se Splinder mi pubblica questa stronzata che sto scrivendo ora e l’altra no (che pure era una stronzata ma un po più stronzata di questa e quindi meritava di più) mi incazzo.

 

 

Mi sto incazzando.

 

 

 

Sono incazzata.

 

 

 

Non sono più incazzata.

 

 

Un minuto di grande vergogna

 

Dopo il vergognoso annuncio dei giorni scorsi sullo share in ordine alle notizie date sul sisma dell’Abruzzo, per oggi almeno spegniamo il tiggì e le sue nefandezze. Io aderisco volentieri. Pubblico e pubblicizzo l’iniziativa ringraziando Carlo per il post, e Angela per il banner che ho educatamente rubato dal suo blog.

 

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Il nostro primo anniversario all’insegna della meraviglia. Firenze e l’arte che la possiede sono di uno splendore indicibile, che non ricordavo dal viaggio di anni addietro. Oggi che sono cresciuta mi sono sentita come una bambina incantata dai giganti. Infine Siena, ed i colori delle sue contrade. Ne parleremo poi, e se ho tempo di sistemarle seguiranno foto.