Archivio della categoria: inchiostro stronzo

A difendere il Presidente sono le donne, per la maggiore.

Che assurdità.

Soprattutto le vittime sante e pie devote difendono un uomo che si serve di puttane.

Non sarà l’unico ad aver scopato con una puttana, due, tre, quattro.

Cento.

Ma viene stranamente tollerato più che altri individui.

Evidentemente questo paese ancora soffre così tanto della impersonificazione di un certo tipo di puritanesimo, di stampo squisitamente casalingo.

Una cosa, come dire, fatta in casa ecco.

Unito, ovviamente, alla stupidità del singolo.

A quella non c’è rimedio.

Né giustificazione.

 

 

E’ simpatico vedere come le persone ormai non sappiano più a che santo votarsi nei tentativi di ridare una certa aura di dignità al Presidente. Soprattutto è simpatico vedere come, alle strette proprio come lui, non sappiano a che santo votarsi per dare dignità a sé stesse. Nemmeno pagando potrebbero ottenerla. Certe cose non hanno prezzo. O ce l’hai. O non ce l’hai.

 

E tanto per proseguire, ALL’AZIONE GIUDIZIARIA NEI CONFRONTI DI REPUBBLICA SI AGGIUNGE QUELLA NEI CONFRONTI DE L’UNITA.

 

No comment.

E così accadde che andammo al cinema, trovammo le sale chiuse – e ci fu detto che fare domande era vietato –

 

 

Questo spot non s’ha da fare. Così tuonò Mamma Rai, cercando malamente di assumere il tono tipico del genitore che riprende il bimbetto sorpreso con le mani nel barattolo della marmellata. Il divieto di rendere visibile in tv lo spot pubblicitario del film Videocracy, in visione al cinema dal 4 settembre, si incastra alla perfezione nel disegno totalitario di potere nelle mani di Re Silvio, imprenditore anche, ma non solo, nel mercato della telecomunicazione (pubblica e privata, rectius di Stato) oltre che Presidente del Consiglio dei Ministri del Governo della Repubblica d’Italia.  

 

E così si continua a vivere in un regime di vera e propria censura. Nel frattempo Bossi bisticcia con il Vaticano che improvvisamente viene etichettato di sinistra (il che è davvero il colmo della storia del cristianesimo nel mondo da quando nacque a chissà quando sarà), il figlio di Bossi rimbalza il clandestino su Facebook senza provare un minimo di vergogna per il suo curriculum vitae et studiorum, e Fini tenta, diviso tra il ruolo di Presidente della Camera e di rappresentante di un partito nelle file della coalizione di maggioranza, di riappacificare gli animi mettendo però altra carne a cuocere. Re Silvio, scomparso per qualche giorno, torna alla ribalta e va a farsi una penitenza alla sua maniera in quel della Perdonanza, mentre ancora attende di essere ricevuto dal Papissimo Ratzinger, che a quanto pare non ne vuol sapere. Nel frattempo siamo lieti di fregiarci del titolo di italiani. Non detto come lo diciamo noi, italiani. No. Detto come lo pronunciò un cameriere in Messico, che accanto alla parola italiani proferì magicamente Bereluscone, e mi rise in faccia come un piccolo, simpatico, dispettoso monello.

 

Ed infine salta la cena tra Bertone e Re Silvio perché Feltri ha stampato in prima pagina un articolo indicibile sul direttore di Avvenire, il Premier fa causa a Repubblica perchè le domande che gli vengono poste da non si sa più quanto tempo, a cui non c’è risposta alcuna, sono retoriche mentre Zagrebelsky, Rodotà e Cordero lanciano un appello sulla libertà di informazione. Insomma, la retorica è un reato di talché comporterebbe il risarcimento di inqualificati ed inqualificabili danni. Cicerone, sappi che per quanto grande avvocato fosti, retore ed oratore, non ci hai insegnato un’arte buona e fruttuosa, arte in cui io stessa ho investito anni, tempo, denari e bla bla onorando i tuoi antichi scritti. Ci hai insegnato una condanna ! Ti facevi i cazzi tuoi era meglio. Come sempre, del resto

 

o.t. Non credevo di scrivere così tanto sulla politica. Non mi è mai piaciuto, e forse continua a non piacermi. Questo blog è da sempre stato creato e scritto per altro. Ma è proprio vero che la rete è l’unico mezzo di libertà per i cittadini di questa nazione. E certi bisogni sono forse più di natura sociale e culturale che squisitamente politica. Ormai lo stato delle cose è in totale decadenza ed il tutto è talmente tanto indegno che non si può tacere. God bless Italy. Please, aggiungerei. Se necessario, God, piango pure.

 

 

 

Mo bast. Mo lo devo scrivere. Eh. Considerato soprattutto ultimamente che il vento gira per il verso giusto su molti fronti e che finalmente è il momento buono per tante cose, che mi sto prendendo le mie belle, sane e grosse soddisfazioni sotto tanti punti di vista, che ancora una volta non posso fare a meno di dire che sono una troppo, troppo, troppo e basta, ecco vorrei sapere di grazia per quale motivo continuano a mandarmi mail in cui mi chiedono se voglio usufruire dello sconto del 30 % per acquistare farmaci per facilitare l’erezione. Ora, considerato che l’uomo che è mio da dieci anni e che ora mi è anche marito non c’ha di questi problemi (deo gratias senza ironia, so’ cose serie mica cazzatelle), io personalmente in qualità di destinataria di queste proposte di elevazioni ulteriore, quanto mi devo ergere ancora ?

Caro amico ti scrivo

 
Caro Silvio,
non volevo scriverti questa lettera riservata (scusa la parolaccia) perché è una questione molto delicata. Però Silvio, tu mi provochi. Non ti mettere a dare la colpa ad altri del casino di tua moglie (scusa la parolaccia). Pure anni addietro facesti dei casini e tua moglie (scusa la parolaccia) solo per quieto vivere stette zitta. Qua il casino tu lo facesti, e mo tu lo risolvi. Lascia stare Franceschini e gli altri, che figurati se si mettono a ciancischiare con Veronica. Pensa invece a quel che dice Bossi (scusa la parolaccia), che in mezzo a tante cazzate una cosa buona l’ha detta : non bisogna mai far star male la moglie (scusa la parolaccia). In questo giorno di lutto nazionale per la tua prossima separazione coniugale ti volevo esternare tutto il dolore (scusa la parolaccia) che sento dentro di me. Proprio come te lo senti dentro tu, anche se non si può dire esattamente dove te lo senti ma so che in questo momento te lo senti fortissimo. Tu stesso lo dici, che sono tre volte che la Veronica ti fa brutti scherzi in odor di elezioni. Eh. Silvio, rimembri ancora quel tempo della tua vita mortale, quando beltà splendea negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi ? Infatti talmente tanto fuggitivi avevi gli occhi che fuggisti alla festa di tal Noemi. Io la guardai, accorandomi al dolor tuo immenso, questa Noemi. La guardai nelle foto con il culo da fuori nelle sue mutandine strizzate che circolano impunemente in questa rete di sciacalli che è il web (scusa la parolaccia). Che dire, trattasi di santa e pia ragazza cresciuta a suon di Vangelo (scusa la parolaccia). Ordunque, Silvio, non ti biasimo per la tua fuggitiva fuggita dalla neodiciottenne Noemi. Solo, oh Silvio, volevoti far notare che tu sarai pure amico del suo papi, di questa Noemi, ma nel frattempo la pulchra puella a te proprio, ella, ti chiama papi. Silvio, ma chi è il papi di Noemi, tu o l’altro ? Silvio (scusa la parolaccia), caduto fosti nella trappola del genitore doppio ! Non ho capito, e ti chiedo venia per la mia limitatezza, se papi fu il papà della Noemi, o se papi fosti tu ! Se sei tu, gira la ruota ! La Noemi c’ha un naso rifatto che è inguardabile. Sta a punta come una lancia dei mohicani. Il chirurgo avrà sbagliato. Ma tu fosti a regalar il divino nasino alla ragazzetta ? Caro Silvio, in questo giorno che sei così strutto nel tuo dolore ti volevo anche esternare tutta la mia stima (scusa la parolaccia) perché sei uno dei migliori rappresentanti della democrazia (scusa la parolaccia) che la storia italiana abbia mai conosciuto. Nessuno mai come te prima era riuscito ad avere così tanti consensi a suon di promesse. Il resto te lo dirò a quattro occhi. Silvio, volevoti anche chieder, giacché siamo in tema di donne (scusa la parolaccia) ma la questione delle intercettazioni con la Carfagna com’è finita ? A cazzo di cane ? No perché mi sa che mi sono persa un paio di pezzi. Oh, Silvio ! Senti ma com’è che tua moglie non ti accompagna mai alle cerimoniose cerimonie istituzionali ? Mica c’ha qualcosa da invidiare alla Carlà Brunì. Ah, queste donne (scusa la parolaccia). Hai ragione, sono buone solo per essere irretite. In fondo, tu l’hai detto. Mica si possono candidare tutte Rosi Bindi, e su questo hai il mio totale appoggio. Volevoti chieder ancora se posso, com’è che l’hai conosciuto il papà della Noemi ? Dice che faceva l’autista di Craxi ma il figlio di Craxi dice che l’autista si chiamava Nicola, era veneto (scusa la parolaccia) ed è morto. Invece il papi di Noemi, non il papi tu ma il papi proprio suo naturale, tu sei quello acquisito per i regali, dicevo il papi di Noemi si chiama Benedetto, sta in Comune e pare abbia avuto dei piccoli screzi in passato con la Magistratura (scusa la parolaccia). Si ma cosa da niente. Che vuoi che sia. Silvio mio, non ti curar di loro ma guarda e passa. Silvio, ma tu pensavi di essere come Bill Clinton ? Silvio, non t’illudere ! Clinton era alto (scusa la parolaccia) e biondo (scusa la parolaccia). Tu sei basso e con il capello installato. Che ci fa, Clinton, al tuo cospetto e confronto ? Tu sei meglio. Conclusivamente volevoti dir ancora, mio adorato (scusa la parolaccia) questo che mi appresto a dirti. Io, risaputo è ovunque ed in ogni tempo, tu anche lo sapesti sempre e per sempre, non sono di sinistra (scusa la parolaccia). Imperciocché, Silvio caro, ti prego. Non dire che sono stata io a convincere quella buona donna (scusa la parolaccia) di tua moglie (scusa la parolaccia) a mandarti a fare in culo e prendersi con un assegno mensile buona parte dei capitali che hai accumulato onestamente (scusa la parolaccia) fino ad oggi con fatica (scusa la parolaccia) e con gran sudore (scusa la parolaccia). Se t’avanzasse (scusa la parolaccia) qualcosa, sappi che qui c’è sempre chi ti segue (scusa la parolaccia) e ti ama (scusa la parolaccia). E soprattutto, in vista delle prossime elezioni amministrative ed europee, tanta, tanta gente che ti voterà come si vota un santo (scusa la parolaccia). Ora poi, che sei vittima inconsapevole di una donna (scusa la parolaccia) che te l’ha messo in quel posto anche se l’uccello non ce l’ha, perché come ogni moglie (scusa la parolaccia) anche lei si sarà rotta di certi maschili condotte, Silvio, oh Silvio, non mancheremo di esserti accanto con tutto il nostro affetto (scusa la parolaccia). Sappi che presto riceverai visita di cordoglio dal Papa (scusa la parolaccia). Diciamo più o meno tra … tre o quattro anni. Quando probabilmente avrai trovato già una velina con cui dilettarti (scusa la parolaccia). Silvio, noi tutti facciamo il tifo per te. In alto Silvio marito afflitto, abbasso Veronica moglie poco istituzionale. In alto Silvio marito afflitto, abbasso Veronica moglie poco istituzionale. Dirige il match Monica Samille Lewinsky.
  
 
[ Le notizie sul papà di Noemi e la citazione di Bossi sono state apprese dal sito del Corriere. Parimenti da quotidiani sono state apprese a suo tempo informazioni sul Ministro Carfagna e presunte dubbie intercettazioni, lasciate poi cadere in tombale silenzio mediatico. L’intervista della Noemi, che studia da grafico pubblicitario, da grande vuole fare la showgirl ed infine candidarsi in Parlamento (non ho capito quale delle due è preferenziale come strada futura), la trovate qui. Leggetela, perché ci fa sentire tutti una grande famiglia. Ora sappiamo che non siamo orfani di un Paese in declino. Siamo tutti figli di papi. Fratelli di Noemi. E cugini del digitale terrestre. Amen ]
 
 
 
Egr. P.D.C.M., mi perdoni la satira e l’ironia che tuttavia mi è consentita in qualità di cittadina pensante anche se a volte pesante, nonché cittadina che vive (o almeno crede di vivere) in un paese democratico e sorretto da una Costituzione (anche se ancora per poco). Non è andato alle feste di compleanno dei Suoi figli, e fa la scappatine veloce alla festa di questa ragazza ? Abbia pazienza, Presidente. Avrebbe dato fastidio a qualsiasi donna (scusi la parolaccia) già soltanto questo particolare. Anche se ci sono donne per le quali i mariti potrebbero fare quello che vogliono. L’importante è che poi comunque tornino a casa e stiano a cuccia come cagnolini. Non credo minimamente in chissà quali rapporti di dubbia liceità con questa ragazza, ed anzi credo che di certo vi siano dei legami di amicizia familiari (di che genere non si sa, ma tant’è). Che poi la sig.ra Lario abbia fatto il pubblico exploit sotto elezioni per la terza volta eggià, mi rendo conto. Questa è, per Lei, la cosa più grave. Come biasimarLa, del resto ? Mi sarebbe però piaciuto di più se Lei avesse avuto il coraggio di non rilasciare dichiarazione alcuna su tutto ciò e nemmeno in opposizione a quelle rilasciate da Sua moglie quasi ex coniuge. Se avesse fatto fare alla sig.ra Lario la parte che voleva fare oggi, probabilmente, avrebbe maggiori consensi e non si ritroverebbe a battibeccare stupidamente con dei presunti quanto inesistenti manovratori. Si renda conto che la Sua è semplicemente una donna (scusi la parolaccia) inferocita. Lei che conosce le donne (scusi la parolaccia) così bene fatica a pensarlo ? La Sua signora ha errato, stando sempre dietro le quinte pur con esperienza di teatro non ha compreso che andava calato il sipario e che le cose dovevano esser fatte in camerino. Lei anche, Presidente, avrà pur sbagliato in qualcosa nel Suo matrimonio per far arrabbiare fino a questo punto la Sua donna (scusi la parolaccia). Per cui, s’auspica vivamente la riconciliazione. Anche perché abbiamo ben altro cui pensare.
Accoratamente, stia bene.
 

Post, ante et cotidie

 

 

Ricostruiremo in ventiquattro mesi, anzi no. Ricostruiremo in dieci mesi, e attenzione attenzione tutto in muratura. Come le cucine rustiche nelle casette di campagna. Anzi no, ricostruiremo tutto in cinque mesi, con il legno. Che regge bene agli urti. Ed invece meglio ancora, ricostruiremo tutto per settembre. Così indossate il grembiulino e tornate tra i banchi di cartone nella scuola di plastica. Via con l’appello. Chi manca ? Assenti giustificati, Professore. Qui manca un casino di gente. Non vi piace l’idea della new town ? E allora vada per la old town. Non facciamone una questione di lingua. La old town sarà sempre new, perché la old puff, inghiottita dalla terra. Celebreremo tutti il venticinque aprile. Perché ? Ovvio. Non si lavora. Ci frega assai, a noi, di chi è la festa, no ? Sinistre, destre, Casini di Centro e Valori di una Italia che non c’è più. Che vuoi che c’importi. Giornata di riposo, senza trattenuta stipendiale. E ci starei anch’io, cazzo se ci starei a celebrare le feste così. Il Presidente del Consiglio però ci tiene a precisarlo, perché fino ad oggi evidentemente del venticinque aprile se n’è fregato tanto quanto me o te o molti di noi. Pare di sentire le note leggiadre d’un tempo, quelle dell’Italietta buona, santa e giuliva perché senza denari nelle tasche. Er barcarolo va contro corente … e quanno canta l’eco s’arisente … Supereremo la crisi, siate ottimisti. I divorzi diminuiscono. Visto mai che la crisi faccia bene alle coppie ? E allora perché superarla, la crisi ? Io la manterrei. Magari facciamo pure più figli. Che uno non c’ha da lavorare, non c’ha un cazzo da fare e ci dà dentro e risolviamo anche il problema della demografia e di tutti ‘sti vecchi che popolano il territorio e che non muoiono mai e non vanno in pensione mai e noi giovani hai voglia ad aspettare. Berlusconi, con ‘sto sisma abruzzese, è sempre più fiducioso. Ci tiene a ribadirlo ogni volta che viene intervistato o rilascia dichiarazioni pubbliche. E’ fiducioso più che le vecchie di paese con il prete. Io vorrei sapere in cosa è fiducioso, e giuro che divento fiduciosa anch’io. Intanto qui i fiumi esondano, straripano. Si rischiano le alluvioni come qualche anno fa. Piove che Dio la manda a secchi, e le strade sono interrotte. Il referendum, dai. Facciamolo questo referendum vi prego, che solo a sentirne parlare ancora uno si scoccia. E facciamolo così ci togliamo il pensiero. Solo che l’Italia non è abitata da un popolo atto ai referendum. Mica come gli svizzeri, noi, che si vota ad ogni pié sospinto in consulta popolare. Noi no, noi si ha il Parlamento, che ci piace così tanto il Parlamento che lasciamo fare tutto a lui. Del resto, se così non fosse, per cosa lo terremmo ? Votate voi nelle aule, che noi non c’abbiamo alcuna voglia. La regina d’Inghilterra ha compiuto gli anni, diventa sempre più vecchia e non ha nessuna intenzione di abdicare in favore di quel coccolone del Principe Carlo. So’ cose, pure queste. Se ci saranno sanzioni per le regioni che non hanno predisposto un piano di risanamento della finanza sanitaria, hai detto niente. Di piani di risanamento noi ne abbiamo a iosa. Saranno secoli che si fanno ‘sti piani di risanamento. Valli ad attuare, che il problema è sempre quello. Un rom vince il Grande Fratello, un bamboccione dalla voce nostrana simil Baglioni vince X Factor. Vuoi vedere che siamo alla resa dei conti ? Santoro si, Santoro no. Vauro di mezzo. Santoro si, a condizione che impari una volta per tutte la educazione. Se mi interrompesse mentre parlo, o peggio mentre rispondo ad una domanda rivoltami credo che mi alzerei, gli tirerei un calcio in culo e me ne andrei. Soccorsi tardivi. Soccorsi disorganizzati. Soccorsi inesistenti. Ah beh, vallo a dire a chi i soccorsi li ha prestati. Apriti cielo, e fulminaci tutti. Uno a uno, palla al centro. Vorrei sapere chi ha notato che non si parla più di stupri in tv da parte di stranieri. Forse avranno smesso. Ah, finalmente una buona notizia. Gli stranieri non stanno più stuprando. Continuano a farlo i nostrani, nel completo silenzio delle mura domestiche. Sono traguardi positivi, non credete ? Italia si, Italia no, la terra dei cachi. La Gelmini, che da buona ninnanannara quando parla ti fa addormentare, ha cambiato look. Adesso sì, che è una Ministra come si deve. Hair fashon. Che ogni tanto si lasci scappare un condizionale in luogo di un debito congiuntivo uff, stai a vedere il capello. Al Durban II tutti si alzano e se ne vanno. Alcuni manco hanno partecipato ab origine. Chi dichiara cose ben fatte ? La Chiesa. Qualcosa non quadra. Intanto noi si litiga con Malta per chi deve prendersi i poveri cristi della fame. Prenditeli tu che io ne tengo già troppi. No, prenditeli tu che qua la terra è poca e stiamo stretti. Voi siete uno stivale, noi siamo una pezza al culo. Vuoi mettere la differenza di estensione ? Va bene scegliamo un compromesso. Buttiamoli in mare. Oggi, che vi ho a che fare personalmente, posso confermarlo. Chi ha fatto il Pubblico Ministero per anni non sempre sa fare il Giudice. Sa fare solo il Pubblico Ministero. E finisce per condurre un esame testimoniale come se stesse interrogando un imputato. I testi si intimoriscono, sentendosi sotto accusa come condannati. A nulla valgono i tentativi di correggere il tiro, e di raddrizzare la strada ormai distorta. E vai con l’omertà. Le regole della giustizia minima, non dico quella sostanziale ma quantomeno quella procedurale, quella almeno formale, non esistono più. Tutto nel cesso. Glu glu glu, scarico. Per restare in tema, il C.S.M. sentitamente ringrazia, e sentitamente ringraziamo anche noi tutti con cuore commosso, e commossi anche un po’ nel cerebro, il neoeletto Presidente del Tribunale per i Minorenni di Bari, che dopo aver lasciato uscire non si sa quanti delinquentoni a causa dei mancati depositi delle sentenze di condanna ora è promosso ed elevato di rango. Dieci e lode. Questa mattina uno stuolo di studenti ed insegnanti sfila per le strade della città. In questo istante esatto sono sotto il nostro stabile. Urlano basta bugie. Il sisma del 2002 non ha prodotto alcunché, in termini di messa in sicurezza delle scuole. Oggi si chiude un Liceo Scientifico perché assolutamente pericoloso e lesionato. Un Liceo che ha un migliaio di iscritti da sempre. Lesionato questa notte ? Lesionato con il sisma di L’Aquila ? Ma no. Lesionato dalla notte dei tempi, ragazzi. A colpi di slogan, sono incazzati neri. Berlusconi porta sfiga. Ogni volta che c’è lui si scatenano i terremoti. Dio mio, non è possibile. E per concludere un post che non ha niente di post e nemmeno di ante, ma solo il sapore amaro del cotidie, gli sciacalli dei telegiornali non si sono accontentati di chiedere ai terremotati signora, come si sente ? Come tua sorella. Ci può dire come ha vissuto il sisma ? Sempre come tua sorella. L’Italiota godereccio e magnaccione non perde il vizio di infiltrarsi alle feste altrui. Tutti a L’Aquila, che si celebrano le prime nozze dopo la tragedia. Vai, vai, che fa notizia. Dai, dai. Ecco, gli sposi. Non dovremmo offenderci, noi che ci teniamo così tanto al bon ton, se ci sentiamo dire ma che cazzo ci fate al mio matrimonio, questo è il mio giorno o il vostro ? Chi vi ha invitato ? Chi ci ha invitato, nessuno. Volevamo farvi fare gli auguri per solidarietà da parte di tutta la Nazione. Fanculo tu, la tua telecamera, e gli auguri degli italiani. Chi cazzo li conosce, gli italiani.

 

 

Comunicazioni

 

‘scolta, tu che lì non sei iscritta e quindi non lo puoi sapere mica, la chiara su facebook ha fatto sapere che ieri ha visto il cugino della migliore amica della francesca all’aperitivo con il carlo e la giorgia, i quali avevano un’ora prima incontrato la cugina della cognata della sorella della claudia, e che il fidanzato della segretaria del giulio, al quale è stato riferito che l’idea era partita inizialmente dalla compagna di scuola del fratello maggiore della lorena, quella che è stata dieci anni con il marco e adesso invece fila con l’ex della sorella minore della giorgia, che finora nessuno lo sapeva e adesso invece lo sanno tutti i suoi amici che vanno sulla sua pagina, compresi quelli che si sono iscritti al gruppo anche tu incollavi il chewing gum sotto le sedie di scuola, voleva sapere se domani pomeriggio ci vediamo tutti insieme per un caffé

a che ora ?

mmmm … non l’ha scritto … m’informerò dai

 

Tertium datur

Io a questo mitico figlio del senatùr(o) ce l’ho sempre dùr(o) ci farei una statua solenne ci farei. Si perché alla fine lui ha studiato le lezioni, sapeva tutto, è andato là, s’è impallato e subito dopo ha dimenticato tutto quello che sapeva. Io ci farei una statua per l’audacia Una statua solenne propriamente per lui, e tante lampade votive piccole e grandi attorno a mo’ di mausoleo sacro. Ci metterei i suoi quaderni e i suoi libri dentro un’ampolla come venerande reliquie. Una cosa proprio da processione con la gente che piange e prega e spera. A futura ed eterna memoria delle sue eroiche gesta scolastiche. Che le generazioni a venire mai abbiano a dimenticar cotanto coraggio. No perché davvero scatta l’applauso incoraggiante al ragazzo, poveretto, e l’inno di Mameli per non farlo sentire troppo solo nel profondo nord. Forza Renzino, provaci ancora dai. Cambia metodo. Prova con i giornalini. Magari ci si riesce.

 

Giorni malefici ultimamente. Il tempo è poco, e quel poco che c’ho m’azzanna il collo. Ed io non mi scanso. Ci sto sotto. Che in fin dei conti mi piace.

Commenti a caldo

S’attendeva da allora, lo so. Ma io ho bisogno dei miei tempi per certe cose. Così, quando i tempi sono maturi, si può procedere. E io proprio adesso procedo. Ora che ci ho squadretta e goniometro, m’avvio verso il progetto medesimo. Che la cosa più forte dei blog, si sa, sono i commenti. Perché il commento è lo strumento (che se lo adatti alla giusta parola vedi, fa pure la rima) principale (credono alcuni) del blog. Di certo è il mezzo essenziale di comunicazione tra chi scrive e chi legge. La logica dovrebbe essere che si legge, si lascia un pensiero su quel che si legge, possibilmente attinente, e poi te ne vai a casetta tua. No perché per esempio la moderazione t’aiuta poi a capire i commentatori, o meglio il loro perverso meccanismo.
Commentatore fatemi largo : il commentatore fatemi largo è quello che giusto per cominciare non gli sta bene che il tuo blog sia moderato. Che lui ci vuole la visibilità assoluta e guai se gli cancelli il commento-perla. Commento-perla del seguente tenore io non commento blog moderati perché sono contro la censura. Non gliene frega se scrive un commento così sotto un post in cui c’è scritto che ti sono morti tutti i gatti in casa, che hai perso il lavoro, e che domani probabilmente ti butterai dal balcone. Quel che conta è che lui sia contro la censura. Intanto però ti scrive. E ti fa fare anche la fatica di cancellarlo. Vabbuò.
Commentatore preparati ad accettare il vangelo : il commentatore preparati ad accettare il vangelo è quello che viene da te, legge, ti mena la sentenza come l’amo della canna da pesca e poi, ovviamente, ti fa la posta per giorni aspettando che tu ti penta e ti dolga con tutto il cuore dei tuoi peccati, o meglio di quello che hai scritto. Sintesi : raramente capisce quello che legge ma l’importante è lasciare il segno. Della croce. Appartengono al genere principalmente quelli convinti di stare tre metri sopra il cielo. Il che è tutto dire.
Commentatore adulatore : come scrivi bene complimenti sei bravissima davvero che brava che sei scrivi da dio complimentissimi eh complimentissimamente complimenti come vorrei saper scrivere così sei un mito sei un mito per me come te non c’è nessuno tu sei unica al mondo ti voglio sposare. Lo faccio anch’io a volte, ma evito la petulanza. Conclude con dovresti scrivere un libro. E non puoi far altro che rispondere tu anche. E fammi sapere che poi me lo compro.
Commentatore rompicoglioni : ciao bel blog facciamo link amici ? Ma chi cazz’ ti conosce.
Commentatore divagatore : questo è il migliore, e quello che più mi diverte a patto che sia un amico o una amica. Agli sconosciuti non è consentito divagare tranne se lo decido io e se mi fa piacere. Il commentatore divagatore appunto divaga. O meglio, il primo commento è quasi sempre attinente al post. Poi non si capisce più niente e se ne fa tutta una mischia. Le comiche nascono quando ci si trova in piu commentatori divagatori.
Esempio
Duchessa scrive il seguente post : Oggi piove e sono triste.
RMLK : patata piove anche qui ma a me piace tantissimo la pioggia
NYA : tesoro buongiorno non essere triste che succede dai che domani esce il sole
ZOE : se domani esce il sole vado al mare e marino la giornata a lavoro
NOALYS : beata te Zoe, io devo lavorare che devo produrre per aumentare il PIL nazionale
FIDATO : non guardi le previsioni meteo prima di uscire di casa ?
S4BS : buongiorno bellé :*
RMLK : buongiorno S4bs, ‘ttttttt’appost’ ?
Duchessa : scusate ragazze c’è il boss scassamarones ma fate con comodo
NYA : Zoe a quale mare vai ?
NOALYS : ma siete proprio stronze patateeeeeee !
RMLK : nessuno fa il caffè ?
FIDATO : voglio fare pure io la patata
S4BS : si è rotto un’altra volta il mio pc
Insomma, piano piano, lemme lemme, da che Duchessa stava triste perché pioveva s’arriva che ci si ritroverà tutte il giorno dopo sulla spiaggia a mangiare la frittata di maccheroni come Patrizia. Che se volete sapere chi è Patrizia fatevi apposita ricerca.
Commentatore insicuro : il commentatore insicuro è quello che vorrebbe scriverti e non vorrebbe scriverti, soprattutto se hai i commenti sotto il post ancora tutti chiusi in moderazione e lui praticamente non capisce se e cosa esattamente scriverti. Roba che manca di proprio intelletto e preferisce accodarsi agli altri. Se c’ha una sensazione, buona o cattiva che sia dalla lettura del tuo post, lui non si sbilancia. Fammi vedere prima gli altri che scrivono. Quindi aspettati che visiti il tuo blog quarantacinque volte, e ti scriva un unico commento appena tu pubblichi un post nuovo e i commenti di sotto al vecchio. E lui, finalmente, trova la pace dei sensi. Tornerà al prossimo giro di boa.
Commentatore coglitore : il commentatore coglitore, raro essere vagante in giro nella rete, è quello che ci coglie. Legge, ti scrive e ci coglie. Meraviglioso. Di un meraviglioso che pensi ah, è vero che scrivi per diletto tuo personale, ma questo qui ti da proprio soddisfazione. Ci pagherei una cena al commentatore coglitore. E uno dei tanti, e preciso tanti, commentatori coglitori devo citarlo perché io c’ho troppa stima di questo qui. Cito lui a capo della categoria cui fanno parte anche molti altri. Lui, che c’ha una mente che si viaggia all’unisono, e che lo trovate esattamente in questo posto.
Commentatore cinematografico : quello che legge i tuoi post e si fa i film. E la chiudo qui.
Commentatore ficcariello : il commentatore ficcariello è quello che si ficca. Si ficca un po’ dappertutto. Tipo, viene sul blog, il post non se lo legge manco per il cazzo, però si ficca lo stesso. O scrive un commento che risponde al commento di altro utente, contenente domanda che, ovvio, non era rivolta a lui, oppure si presenta cazzo cazzo bello bello e fa l’amico di turno. Cioè nessuno lo conosce, ma fa l’amico lo stesso. Che non è che uno non si può ficcare e fare amicizia. Ma fare l’amico senza conoscersi non sta bene. Presentati prima, poi ti ficchi.
Commentatore fotogenico : il commentatore fotogenico è quello che ti lascia le foto con le scritte glitterate. Se è sabato ti lascia la foto con buona domenica, se è venerdì ti lascia la foto con buon fine settimana, se è Natale o Pasqua o l’ultimo dell’anno ti lascia la foto con scritto happy birthday, perché confonde il tuo blog per quello di un altro. Ma non lo ammetterà mai.
Commentatore conciso : buongiò, buonasé, arrivedé, cià, bel post, afangul, tvb ( a scelta).
 
Mo, è ovvio che si fa per ridere e soprattutto perché ci avevo ‘sto post da scrivere a debito dopo vecchi discorsi con la Duchessa. Non facciamo che ci si offende, perché chi si offende è fetente. E adesso torniamo seri per favore. E non mi fate incazzare. Vogliamoci tutti bene. Stringiamoci la mano, e facciamo la catena dell’amore. Alé oh oh, alé oh oh.

La classe non si sciacqua

Allora. Qua le cose se le dobbiamo dire diciamocele senza troppi peli sulla lingua. Che a me mi danno pure fastidio, ad esser franca. Questo Governo non mi sta piacendo. Non è un governo di destra ed anzi più mi pare un governo cagasotto che altro. E’ un governo che ha paura. Ha tanta di quella paura che da un lato ricorre a strumenti dubbi per tutelare aziende che stanno (o sono) per crollare mentre dall’altro mi pare di stare rivivendo qualcosa che ha a che fare con il trattamento che veniva un secolo e piu fa riservato agli italiani all’estero. Ebbene si, devo dirlo. A me la Gelmini non mi piace. Non mi piace non tanto perchè c’ha quegli orrendi occhialetti sul naso, assai poco delicato e carino invero, e non mi piace non tanto perché sia venuta in territorio nostro ad inaugurare scuole che, si spera, non crollino di nuovo come se fosse la portatrice di potenza salvifica della zona. A me la Gelmini non piace perché col grembiulino è bello andare a scuola se ha la funzione di insegnare ai bambini che sono tutti uguali, e non se ha la funzione di strumento di ordine e disciplina bislacco e stupido. Quindi, grembiulino sì se ti fa vedere che in classe non esiste chi è figlio di chi e bla bla bla. Grembiulino no se si crede che con quello si rimetta ordine tra l’indisciplinato popolo studentesco d’oggi alle prime armi. Non mi piace il cinque/sette in condotta. Io l’ho preso il sette in condotta. L’ho preso prima degli esami di maturità al liceo, perché un professore dopo cinque anni di odio inspiegabile nei miei confronti (la matematica non m’è mai piaciuta, ma come ogni materia o quasi comunque la studiavo) si prese la briga di andare un po oltre con le parole nei miei riguardi, appellandomi con epiteti a dir poco discutibili (si vede che per lui dovevano essere tutti piccoli Pitagora. Ma vafangùl a te e Pitagora). Ebbene, agii di conseguenza anch’io. Fui indisciplinata, sì. Lo fui, e Dio solo sa quanto ancora lo sono oggi. Però quel sette in condotta se lo potè infilare nel cosiddetto baogigi. Mi portarono agli esami di maturità con voti alti perchè li avevo comunque e, nonostante il mio carattere sveglio e pure troppo, ero una studentessa amata dai miei prof. Insieme ai voti alti c’era ‘sto sette in condotta a causa di quell’episodio unito ad un ridicolo cinque nella materia di matematica. Feci un esame brillante, tra versione di greco e compito d’italiano e orali in letteratura latina e filosofia. Più che brillante. Lui non si diede pace. Io ne uscii fuori lo stesso e a testa più che alta. Quindi, il cinque/sette in condotta sì perché in fondo fa parte del patrimonio scolastico tipico e generale, e non va perso come invece è stato negli ultimi anni in ottica di buonismi e volemosetuttibene ragazzi sfasciate lavagne palpeggiate le prof fatevi le canne in classe. Ma cinque/sette in condotta no se si crede che con quello e con quello soltanto, preciso, uno studente lo raddrizzi. Non raddrizzi proprio un bel niente solo con un cinque/sette. Della Gelmini non mi piace l’idea che dei bambini stranieri debbano stare in classi apposite per fare corsi intensivi di italiano, sì da consentirne la perfetta integrazione. Io sono stata una bambina straniera in Italia. Figlia di italiani, è vero. Ma io non parlavo l’italiano. Mio padre, che col tedesco c’è sempre andato poco d’accordo, chiamava mia madre quando io o mio fratello tiravamo fuori delle parole che lui o non capiva o non conosceva bene. Senti a questi che vogliono, per favore, prima che m’incazzo. Non sto scherzando. Io non ho avuto bisogno di fare corsi di lingua italiana. Non ho avuto bisogno di stare con bambini di lingua tedesca ed un insegnante di italiano solo per me, per integrarmi. Io mi sono integrata ed ho imparato una lingua stando con i miei qui che ormai parlavano solo italiano con noi, giocando con i bambini, andando a scuola come loro e nella stessa classe, stando in strada nei cortili, girando sulla bicicletta con gli amichetti del palazzo e cosi via. Adesso, non venite a dirmi che oggi è diverso perchè i bambini stranieri sono tanti e quindi l’esigenza è maggiore e più realistica. Non fatemi ridere. I bambini stranieri possono essere anche tre milioni in una sola città d’Italia, ma i bambini hanno un modo di imparare lingue, adattarsi ai contesti, capire le cose, cogliere i particolari talmente tanto veloce e profondo rispetto agli adulti che non c’è bisogno proprio di metterli in classi ponte. Ma ponte per cosa, poi. Diciamoci la verità. La Gelmini un po’ soffre come molti di una certa forma di sottile intolleranza razziale. Il problema veritiero che si cerca di affrontare in questo modo è una sorta di pseudo-rimedio a quella che tutti sbandierano essere la mancata integrazione di adulti stranieri. Non di bambini stranieri. Metti un bambino straniero in una classe di italiani, e vedi se avrà bisogno del corso intensivo di lingua. Suvvia. Ora, sto diventando una che da tempo ha perso il senso dello schieramento di destra e di sinistra. Ammetto, avrei gradito che altri personaggi del nostro panorama politico, e non parlo di personaggi che sono all’opposizione, stessero lì dov’è Silvio, ma così non è. E così non potrà essere mai, finché questi personaggi che avrei gradito di più non smetteranno di fare i servi della gleba proprio a Silvio, pur di avere un minimo di poltrona. Ora, che Alfano faccia i suoi lodi, che la magistratura (ovviamente) non digerisca di stare alle dipendenze di un trentottenne e per giunta avvocato (ma che scherziamo ! non esiste proprio !) passi pure. Anche se mi piace, e guai se così non fosse per me, conservare il mio personale senso critico delle realtà che vedo e vivo, e non quello della massa sterminata delle capre che a ogni pié sospinto brucano l’erbetta del campo di turno. Però la Gelmini no eh. La Gelmini proprio no. In conclusione stamane proprio ho incontrato, fuori dal Tribunale, la mia professoressa del liceo di latino e greco. Affettuosissima con me come sempre, ed io con lei. Uè, Masaniella, ma allora sei proprio diventata importante ! Dopo qualche come va, come stai, ti sei sposata insomma, e dopo aver riso e scherzato su tutte le volte che lei parlava male di Buttiglione, della Jervolino, ministri dell’istruzione di turno negli anni nostri, la fatidica domanda :

Professoré, che pensate della Gelmini ?

E’ ‘na stronza.

Chiudo il post così. Io, che notoriamente sono un poco maestrina, mi devo piegare ed inchinare davanti alla professoressa mia. L’allievo non sempre supera il maestro.

Ho un’altra cosa da scrivere. Una cosa che ho trovato in un libro che sto leggendo e che mi ha colpita tanto. Ma merita un post a parte. Alla faccia di tutti quelli che si riempiono la bocca di rispetto ma allo stesso tempo sono infarciti di intolleranza razziale fin nelle viscere. E anche alla faccia di chi lecca il culo all’America e da questa stessa si sente protetto politicamente parlando (la scena di Silvio col leggìo in mano e del troppo amore per zio Bush non l’ho potuta affrontare davvero).

Non mi muovete. Ehm, volevo dire, non vi muovete. Torno subito.

Sant' Uario – ora pro nobis –

Mio marito, che è un uomo assolutamente ed indiscutibilmente eccellente in molte, tante cose, ogni volta che io che sono proprio la sua moglie faccio qualche mossa azzardata in pubblico, tipo che cado a terra correndo o tipo che lui mi perde dall’auto perché parte girando lo sterzo nel parcheggio vuoto senza darmi il tempo di chiudere lo sportello, prosegue dritto lasciandomi indietro. Nella seconda occasione precisata mi ha lasciato letteralmente col culo a terra, per poi chiedermi facendo marcia indietro amore, ma che fai lì ? Va bene, non vorrei dirlo così pubblicamente, ma in sostanza, per capirci, fa finta di non conoscermi. Non gli posso dare torto. Ma mi si deve dire come si fa ad andare in ospedale per controlli personali e/o visite a pazienti ricoverati, trovare una cosa del genere affissa ad un muro lungo le scale dei vari piani, e non fotografarla. No, ditemi come si fa. Per cui io tiro fuori il cellulare dalla borsa, ridendo per le scale come una matta, mentre mio marito, dopo avermi inutilmente ammonita con un ma dai, ma proprio ora, proprio qui, davanti a tutta la gente, va dritto per la sua strada. Lasciandomi sola nell’impresa. Ma io, imperterrita ed impavida, compio ugualmente la mia missione assassina. 

La seconda missione che ho compiuto nel medesimo luogo merita un post a parte.